In giro per l’Europa col blog di Salvatore Puglisi Cosentino

Cos’è un impianto di acquacoltura? Ce ne parlano i ragazzi del team del blog di Salvatore Puglisi Cosentino, già attivi su Alfio Puglisi Cosentino e grandi appassionati di prodotti ittici oltre che, ricorderete, di viaggi in giro per l’Europa! Oggi la richiesta di prodotti ittici non può essere soddisfatta solo con il pescato, altrimenti la fauna marina sarebbe drasticamente impoverita. Oltre il 50% del pesce consumato, infatti, proviene da impianti di acquacolturaCon il termine di acquacoltura s’intende l’allevamento di organismi acquatici: pesce, molluschi, crostacei e alghe. La richiesta sempre maggiore di prodotti ittici ha dato un grande impulso a quest’attività, che si è sviluppata soprattutto nel corso degli anni Ottanta e Novanta, sebbene l’acquacoltura fosse già praticata dalle antiche civiltà mediterranee (Egizi, Fenici, Greci, Romani). 

COLLEGAMENTI RAPIDI:

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

Tipologie di acquacoltura

In base al tipo di specie allevata, si può parlare di:

Piscicoltura (allevamento di pesci)

Molluschicoltura (allevamento di molluschi, soprattutto cozze, ostriche e vongole)

Crostaceicoltura (allevamento di crostacei)

Alghicoltura (coltivazione di alghe e microalghe)

Inoltre, in base all’entità del contributo umano nella coltivazione, si può parlare di allevamento estensivo, semintensivo e intensivo. Nell’allevamento estensivo l’intervento dell’uomo è praticamente nullo ai fini dell’accrescimento delle specie allevate, che si nutrono autonomamente. L’area di allevamento è molto ampia ed è collocata a ridosso delle aree costiere o nelle zone lagunari quando le specie allevate sono di acqua marina o salmastra, oppure nei laghi o nei pressi delle dighe quando si coltivano specie d’acqua dolce. La resa di questo metodo di allevamento è bassa, ma dal punto di vista ambientale assicura la conservazione sia delle specie che degli ambienti che li popolano.

Nell’allevamento semintensivo la disponibilità in natura di alimento è integrata con la somministrazione di mangime. In questo caso Lo spazio destinato all’allevamento è più ridotto. Nell’allevamento intensivo l’intervento da parte dell’uomo è presente durante tutto il ciclo produttivo, dalla riproduzione all’allevamento larvale, fino all’ingrasso attraverso l’uso di impianti di ossigenazione e depurazione. Le superfici destinate a questa tipologia di allevamento sono molto ridotte e si tratta per lo più di vasche in vetroresina o cemento per l’allevamento a terra o gabbie sommerse o galleggianti per l’allevamento in mare.

https://salvatorepuglisicosentino.com/salvatore-puglisi-cosentino-prodotti-ittici/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-contemporary/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-acqua-azzurra/

https://puglisicosentino.altervista.org/prodotti-tipici-agricoltura-siciliana/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-wikipedia/

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/biografia-su-wikipedia

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/propriet%C3%A0-nutritive-latte

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/acqua-azzurra-impianti

https://salvatorepuglisicosentinoimprenditore.wordpress.com/cosa-e-impianto-acquacoltura/

Le località d’arte da visitare in Sicilia

La Sicilia non è solo terra di mare, divertimento e buona cucina. Infatti, la Sicilia è anche meta di turismo culturale, grazie alle prestigiose bellezze artistiche di cui è caratterizza e che sono rintracciabili nelle città più famose e affascinanti. Agrigento  con la sua Valle dei Templi è sicuramente da scegliere, qualora si scelga di visitare una località d’arte siciliana. Accanto alla Valle dei Templi, Agrigento offre anche la visita presso importanti edifici, come l’abbazia di Santo Spirito del XIII secolo, con un ex monastero nelle vicinanze, riconosciuto come uno dei più belli della Sicilia. Inoltre, l’ex monastero offre il chiostro con portali gotici, la Sala Capitolare con un affascinante portale e l’antico refettorio, caratterizzato da arcate gotiche. Ancora ad Agrigento è possibile visitare il Duomo dell’XI secolo, dalla facciata semplice e da un antico campanile trecentesco.

Anche il “Museo Diocesano” che ospita il famoso sarcofago di Fedra merita una visita, insieme al Museo Archeologico che conserva sculture, vasi, sarcofagi, raccolti presso gli scavi archeologici della valle dei Templi e altri siti archeologici dell’agrigentino. Spostandosi verso la zona etnea, il turista troverà in Catania un’altra importante località d’arte da visitare in Sicilia. Il cuore dell’arte catanese è sicuramente la piazza del Duomo, circondata da palazzi barocchi e arricchita dalla Fontana dell’Elefante. Si tratta, infatti, di un monumento importante, il simbolo della città, che rappresenta un elefante di lava che sorregge un obelisco egiziano. La piazza, poi, si completa con il Palazzo del Municipio e il Palazzo dell’ex seminario dei Chierici, senza dimenticare il Duomo, Palazzo Biscari, di stile barocco ed il Monastero Benedettino di S. Nicolò l’Arena. Infine, gli appassionati di arte potranno ammirare il Castello Ursino, all’interno del quale visitare il Museo Civico.

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/musei-pi%C3%B9-popolari-in-sicilia

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/cosa-visitare-a-catania

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/arte-e-letteratura-siciliana

https://verdemagazine.it/280/rassegna-stampa-arte-salvatore-puglisi-cosentino/

Città di mare e divertimento, ma non solo. Anche Taormina sa stupire il visitatore che va alla ricerca dell’arte e della cultura.  Il cuore pulsante dell’arte di Taormina è il Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina, grazie alla sua vista su Naxos. Inoltre, passeggiando su Corso Umberto I il turista si trova davanti a particolari strade in stile medioevale, dove ammirare il Belvedere, la piccola Chiesa di S. Agostino, la Chiesa di S. Giuseppe, la Torre dell’Orologio, la Porta di Mezzo e la Piazza del Duomo con la Basilica Cattedrale di S. Nicolò. Spostandosi verso il capoluogo, anche Palermo è considerata una località d’arte da visitare in Sicilia. Palermo è un crogiolo di culture, poiché si mescolano quella fenicia, bizantina, arabo-normanna e spagnola. Inoltre, il capoluogo siciliano è anche e soprattutto la Cattedrale, che mescola un insieme di stili.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/03/news/inchiesta_in_sicilia-93023151/

Parliamo di….casinò europei più popolari!

Adesso basta parlare di Salvatore Puglisi Cosentino e, come promesso, diamo un’occhiata al casinò, conosciuto anche come casa da gioco, un luogo dedicato al gioco d’azzardo legale. I giochi più diffusi all’interno di un casinò sono: la “Roulette Francese”, “Trente et Quarante”, “Chemin de Fer”, “Boule” e “Baccarat”. Nel corso degli Anni ‘80, invece, sono stati introdotti nei casinò anche i giochi di origine americana, quali la “Roulette Americana”, “Poker” e “Slot machine”. La liberalizzazione delle licenze ed il fenomeno della globalizzazione hanno permesso anche ai paesi extra europei di poter aprire casinò e godere dei divertimenti tipicamente occidentali. Tuttavia, alcuni casinò più di altri spiccano per il loro prestigio, fama e notorietà, guadagnando la palma dei casinò europei più popolari. Al primo posto di questa particolare classifica c’è di certo il casinò di Montecarlo. Antico, lussuoso, bello ed originale, è ricco di marmi, colonne, vetrate decorate e terrazze. All’interno del casinò di Montecarlo si tengono giochi di carattere europeo e francese. All’interno del salone bianco, i giocatori fruiscono dei tavoli con le conduzioni migliori, presso cui sostano personaggi di spicco e giochi quali: trente quarante, chemin de fer, roulette inglese e europea. All’interno di questo casinò, precisamente nel Salone delle Americhe, si trovano anche slot machine, poker, blackjack e dadi. Subito dopo, tra i casinò europei più popolari vi è quello di Venezia occupa il secondo posto della classifica dei migliori casinò europei. Dotato di una struttura che richiama la tradizione statunitense, il casinò di Venezia ospita un ristorante e un albergo. La sua superficie si estende per 5.500 metri quadrati, dove si trovano slot machine, tavoli per la roulette, il poker, il blackjack, dadi, baccarat. L’ambiente è moderno, ma lussuoso. Anche Saint Moritz, che dà anche il nome ad una delle località più frequentate della Svizzera, ospita uno dei casinò europei più popolari. Situato all’interno del Kempinski Grand Hotel des Bains, non è un casinò di grandi dimensioni, seppur vi si trovino molte slot machine e sale con tavoli da gioco, accompagnati da croupier specializzati. Il casinò è, poi, circondato da piste da sci, una spa davvero ed esclusivi ristoranti. Anche in Croazia è possibile trovare molti casinò, seppur il più popolare in Europa sia il Golden Sun, situato all’interno di un lussuoso albergo di Zagabria, ricco di ristoranti e negozi di grido. Il poker è il gioco più praticato, insieme ai tornei (Caribbean, Texas Hold’em, Omaha), alla roulette (francese, europea e americana), al blackjack, alle slot machine e al baccarat. Dalla Croazia alla Spagna, il salto è breve. Infatti, proprio a Barcellona si trova uno dei casinò europei più popolari, dotato di spazi immensi, slot machine e tavoli da gioco classici per le scommesse in tempo reale. Inoltre, in questo casinò spagnolo è possibile trovare le roulette di ogni tipo, il baccarat, lo chemin de fer, il dadi, il blackjack ed il poker, con tornei, sia per principianti che per i più esperti. Tornando in Francia, un altro dei casinò europei più popolari si trova ad Aix en Provence, ricco di giochi e comfort, a cui si accoglie un servizio di accoglienza di massima qualità, un’accurata ristorazione e un paesaggio meraviglioso. Il Pasino Casinò, così denominato, ha una struttura moderna, che si apre con una piramide d’ingresso, ricco di luci. Oltre alla roulette francese, questo casinò ospita i tavoli delle carte per poker, blackjack, baccarat, Red Dog e Chemin de Fer, insieme ad un centinaio di slot machine. l’isola del divertimento e della trasgressione certo non poteva non avere il suo casino! Anche all’interno del Grand Hotel Ibiza, un resort a 5 stelle, c’è uno dei casinò più popolari in Europa. Esso propone un ambiente di gioco riservato, esclusivo e raffinato. Seppur non abbia dimensioni molto vaste, 3.500 metri quadrati, offre una varietà di giochi, anche se i più amati sono il blackjack, la slot machine, la roulette ed il poker. Anche Malta ospita uno dei casinò più popolari d’Europa. Più precisamente, esso si trova a Dragonara, località sul mare, che ospite 300 slot machine, tornei internazionali di poker, tavoli per la roulette di ogni tipo, il blackjack, lo chemin de fer molto altro. Chiudono, infine, la classifica dei casinò europei più popolari il Casinò Ambassador e il Casinò di Cipro. Il primo è situato a Praga, in Repubblica Ceca, caratterizzato da Sale con le pareti in legno, tappeti preziosi e croupier abili nel guidare i giocatori tra i più noti giochi possibili. Il Casinò ospita molte slot machine, molti ristoranti e una sala sushi molto conosciuta e frequentata. Infine, c’è il Casinò di Cipro, con 1.200 slot machine, 200 tavoli da gioco, hotel di lusso con 500 camere, in grado di ospitare più di 1.500 persone.

Gianluca Crecco sullo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale

Il mercato manifatturiero sia continuo sia discreto è un settore che ad oggi non ha ancora beneficiato di soluzioni innovative a supporto dei processi di progettazione dei prodotti ed affine agli strumenti (tools e soluzioni enterprise) utilizzati per la gestione dei dati di sviluppo progetto/prodotto. Tali soluzioni, a supporto del NPD – new product development – ormai consolidate e con un mercato di riferimento e di vendors affermati, sono assimilabili alla definizione di cPDm collaborative Product Definition management: sistemi di PLM – product lifecycle management; PDM – product data management; Tools di sviluppo – sistemi CAD 2d/3d, CAE – FEA, CFD, MBD. Il segmento dei tools è cresciuto circa il 7,9% nel 2019. La previsione fornita da CIMDATA prevede un CAGR del 6,5% e raggiungere $ 45,5 miliardi nel 2024. Per capirne di più abbiamo contattato il team di Gianluca Crecco, molto attivo sul blog dedicato al mondo fintech, delle startup innovative e delle intelligenze artificiali.

Nel 2019, scrive Gianluca Crecco, il mercato del PLM è cresciuto complessivamente a 51,5 miliardi di dollari (crescita del 7,7% 2018). Di questi, circa il  65% (33,2 miliardi di   dollari) è  stato   investito in strumenti  mentre il 33,8% (17,4 miliardi di dollari) è  stato  investito in  cPDm e l’1,7% (886,4 milioni  di dollari)  è stato investito in soluzioni di digital manufacturingDopo il rallentamento dell’economia a causa della pandemia da covid-19, il mercato delle soluzioni e degli strumenti a supporto dei dipartimenti di r&d è rapidamente tornato in crescita. Tale trend è giustificato da un mercato che si muove su direzioni opposte: da un lato aziende che hanno contratto gli investimenti mentre  altre approfittano  della crisi  per  fare i cambiamenti  necessari  nelle loro  attività.

Ad oggi non vi è un vero mercato per le soluzioni di Artificial Intelligence (AI) per il design e l’engineering. Esistono iniziative specifiche da parte dei produttori degli strumenti CAD, per semplificare le attività di progettazione, quali ad esempio il generative design oppure lo smart design. La sfida che le aziende si trovano ad affrontare è la gestione dei dati di prodotto e del processo e nel poter ricavare dalla immensa quantità che viene generata durante il ciclo di vita del prodotto, delle relazioni nuove che aiutano ad efficientare ogni fase dalla progettazione alla industrializzazione fino alla produzione ed alle attività di manutenzione. Nel report del World Manufacturing Forum del 2020 e così come riportato nell’illustrazione seguente, si identifica il settore dell Artificial Intelligence per le applicazioni R&D manufacturing come un mercato emergente. 


L’Impatto del PNRR sulla digitalizzazione del settore manifatturiero in Italia 

Il piano di intervento europeo è stato chiamato « Next Generation EU» (spesso definito dai media «Recovery Fund» (Fondo per la ripresa). Le risorse del NGEU finanzieranno i Piani di intervento di ciascun Paese membro. Per l’Italia prima beneficiaria in valore assoluto del Recovery Fund le risorse disponibili previste dal NGEU nel suo Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (sono pari a 191 5 miliardi; le sovvenzioni da non restituire ammontano a 68,9 miliardi, i prestiti da restituire a 122,6 miliardi. La dotazione complessiva del PNRR è di 235 14 miliardi perché ai 191 50 si aggiungono 30 64 miliardi di risorse nazionali e 13 miliardi del Programma ReactEU il Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa. 

Il Piano si articola in 6 Missioni. La Missione 1 “innovazione, competitività e cultura” – ha una dotazione finanziaria di 40,73 miliardi – sostiene la transizione digitale del Paese e la modernizzazione della Pubblica amministrazione, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema produttivo. L’obiettivo è garantire la copertura di tutto il territorio con la banda ultra larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese Inoltre, si investe sul rilancio di due settori chiave per l’Italia il turismo e la cultura.

Gli impatti maggiori che gli investimenti che il PNRR destina nel settore di AIEng assume una particolare importanza la componente M1C2, Digitalizzazione, Innovazione e Competitività del Sistema Produttivo.

La Componente 2 della Missione 1 ha l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo rafforzandone il tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione attraverso una serie di interventi tra loro complementari. In primo luogo, rafforzando la politica di incentivazione fiscale già in corso (studiata per colmare il gap di “digital intensity” del nostro sistema produttivo verso il resto d’Europa – minori investimenti valutabili in due punti di Pil – specie nella manifattura e nelle PMI), che ha avuto effetti positivi sia sulla digitalizzazione delle imprese che sull’occupazione, soprattutto giovanile e nelle nuove professioni. Il nuovo piano per la Transizione 4.0 fornisce nuovo impulso alla transizione digitale delle imprese e al tasso d’innovazione del tessuto industriale e imprenditoriale del Paese, ivi incluse le imprese della filiera editoriale, incentivando gli investimenti in tecnologie all’avanguardia così come in ricerca, sviluppo e innovazione, e incrementando, al contempo, il grado di coinvolgimento delle attività economiche di minore dimensione e collocate al Sud. La stima nella ripartizione delle risorse del PNRR prevede il 18,7% della dotazione complessiva del Piano a favore di incentivi e crediti di imposta alle imprese È la seconda voce di spesa in assoluto dopo gli interventi previsti per investimenti in lavori di costruzione e opere di edilizia civile. 

Nell’ambito della Missione 1 Componente 2 è previsto l’investimento 1 – Transizione 4.0, cui sono destinati 13,38 miliardi.  Le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4.0 sono un tassello fondamentale della strategia complessiva per aumentare produttività, competitività e sostenibilità delle imprese italiane. 

Il Piano Transizione 4.0 è un’evoluzione del Programma Industria 4.0 del 2017 con tre principali differenze:

  • l’ampliamento già dal 2020 di imprese potenzialmente beneficiarie grazie alla sostituzione dell’iper ammortamento agevolazione destinata alle sole imprese con base imponibile positiva con appositi crediti fiscali di entità variabile a seconda dell’ammontare dell’investimento
  • il riconoscimento del credito non più su un orizzonte annuale, ma osservando gli investimenti di tutto il biennio 2021-2022
  • l’estensione degli investimenti immateriali agevolabili con l’aumento delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati.

Continua a leggere sul blog di Gianluca Crecco: a proposito dei crediti di imposta alle imprese

Queste innovazioni sono finalizzate a compensare l’incertezza del quadro macroeconomico post pandemia sostenendo le imprese che investono per innovare e/o digitalizzare i propri processi produttivi. La misura prevede 3 tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in: 

  • beni capitali, tra cui beni materiali e immateriali direttamente connessi alla trasformazione digitale dei processi produttivi cosiddetti “beni 4.0”
  • ricerca, sviluppo e innovazione
  • attività di formazione alla digitalizzazione.

Nel triennio 2020 22 si stima che ogni anno 15 mila imprese utilizzeranno il credito d’imposta per beni materiali e immateriali 4.0; 10 mila imprese utilizzeranno il credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione. Il PNRR prevede apposite milestone obiettivi predefiniti per il monitoraggio e la valutazione d’impatto delle misure in particolare, l’istituzione di un Comitato incaricato di suggerire le modifiche finalizzate a massimizzare l’efficacia e l’efficienza nell’uso delle risorse. 

Nell’ambito della Missione 1 Componente 2 è previsto l’investimento 2 – Investimenti ad alto contenuto tecnologico. Per l’Italia, caratterizzata da un robusto settore manifatturiero e da un’economia orientata all’export, la sfida dell’innovazione e della modernizzazione è cruciale. La tipologia di contributi riguarda quelli per sostenere gli investimenti tecnologici in macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia. La linea è complementare alle misure del Piano Transizione 4.0 L’importo dei contributi è pari al 40 dell’ammontare complessivo delle spese ammesse.

Blog Consorzio Valori su Certificazioni ISO e Antimafia appalti

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto condiviso con la nostra redazione dal team del blog di Costruzioni, Strade e Autostrade: le normative Anas e Antimafia in Italia, in collaborazione con la redazione web di Consorzio Valori. Da questo blog, ricorderete, in passato avevamo già ricevuto eccellenti contenuti di approfondimento tecnici dai collaboratori di Roma di Domenico Mollica, Francesco Mollica e Filippa Mollica.

L’ANAC come autorità indipendente a tutti gli effetti: il potere di autotutela

Massimamente innovativa e dirompente era considerata, cose ricorda Domenico Mollica quando parla degli effetti del Consorzio Valori S.c.a.r.l.,  la previsione recata nell’originaria formulazione dell’art. 211, al comma 2, del potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Autorità avesse ravvisato l’illegittimità nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione; potere che si risolveva  nell’invito, mediante atto di raccomandazione, alla stazione appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a sessanta giorni, con la previsione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del dirigente responsabile della stazione appaltante, per il caso di mancato adeguamento, entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di euro 25.000. La disposizione in esame, che mirava evidentemente a rafforzare la capacità di enforcement degli atti adottati dall’Autorità nell’esercizio delle attività di vigilanza e di controllo, è stata fortemente criticata dalla dottrina, che ne ha sottolineato la dubbia legittimità costituzionale e comunitaria e l’inidoneità a produrre reali effetti deflattivi del contenzioso, paventando, anzi, che la stessa possa paradossalmente portare a un incremento di esso.

Il Consiglio di Stato in tema di autotutela e la raccomandazione vincolante dell’ANAC

In particolare, il Consiglio di Stato vi ha colto una deroga al consolidato principio per cui l’esercizio del potere di autotutela rientra nella discrezionalità della p.a. e non è coercibile, evidenziando come nella specie, in ragione della configurazione data alle “raccomandazioni” dell’ANAC, non possa neanche parlarsi di un invito obbligatorio a esercitare l’autotutela (ciò che lascerebbe pur sempre impregiudicate le determinazioni nel merito della stazione appaltante), bensì di un vero e proprio “annullamento mascherato” posto in essere attraverso un provvedimento i cui effetti lesivi possono essere scongiurati dalla stazione appaltante soltanto attraverso la sua impugnazione giurisdizionale. Peraltro, dando ingresso alle testé citate critiche, il decreto correttivo ha abrogato l’art. 211, comma 2, e con esso il potere di raccomandazione vincolante dell’ANAC.

Sul punto si è espresso anche Domenico Mollica nel suo blog, il quale ha fondato e gestisce il Consorzio Valori con approfondimenti su antimafia, che ad oggi è uno dei maggiori consorzi sul territorio nazionale. Dunque, non potrebbero prospettarsi dubbi di radicale incompatibilità tra le direttive e la normativa di attuazione nazionale morbida: Consorzio Valori antimafia, Domenico Mollica Consorzio Valori, Filippa Mollica, Avvocato Francesco Mollica.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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Uno sguardo al diritto Europeo 

Resta fermo il principio secondo cui il diritto «flessibile» nazionale non potrebbe mai costituire una sorta di artificiosa elusione dei vincoli europei, determinando un recepimento incompleto o attenuato del diritto comunitario, dovendosi al contrario sempre garantire l’effettività delle direttive del 2014 attraverso adeguati strumenti processuali e sostanziali.

In altri termini, il diritto europeo intende senz’altro valorizzare la «flessibilità» delle procedure di affidamento e degli strumenti contrattuali messi a disposizione delle stazioni appaltanti, accentuando anche gli autonomi poteri di scelta delle amministrazioni aggiudicatrici (tanto nei settori ordinari, quanto, in modo più accentuato, nei settori speciali), nel rispetto delle finalità generali dell’ordinamento. Ma questo importante concetto di «elasticità» – si è osservato – riguarda non tanto la struttura della disciplina normativa e la sua forza di resistenza passiva, quanto, piuttosto, l’esercizio delle funzioni delle singole stazioni appaltanti, la loro discrezionalità, connessa alla dinamicità dei rapporti economici.

Dunque e coerentemente, l’elasticità delle procedure dovrebbe essere bilanciata dalla cogenza dei principi generali e delle regole, atteso che il concetto di flessibilità pur presente a livello di normativa comunitaria e richiamato in alcuni considerando delle direttive del 2014 (si vedano, ad esempio, i considerando n. 42, 61 e 115 della Direttiva 25/2014/UE), ma non nell’articolato, non pare fornire particolare supporto alla tecnica della regolazione flessibile. Siffatte asserzioni ben si possono armonizzare con quanto posto in essere da Domenico Mollica, nell’ambito del Consorzio Valori.

A proposito di Valori S.c.a.r.l. l’eccellenza italiana

Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile si trova a Roma in Via degli Scipioni 153. Fondata nel 2004, attualmente Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile è presente sul web grazie al sito aziendale, rintracciabile al link http://www.valoriscarl.it/. Il prestigio di Valori S.c.a.r.l. si deduce anche dal nutrito elenco di certificazioni ed attestazioni di cui l’azienda Valori S.c.a.r.l. è fornita. La maggior parte delle attestazioni rientra nell’ambito delle certificazioni ISO. Esse sono requisiti imprescindibili e necessari per un’azienda che desideri differenziarsi rispetto alla concorrenza, attraverso l’ausilio di strumenti professionali studiati appositamente e che dimostrino la conformità dei propri sistemi di gestione dei processi aziendali a standard disciplinati da specifiche norme tecniche. ISO sintetizza il più esteso “International Organization for Standardization”, facendo riferimento ad un’organizzazione che ha il compito di delineare le norme tecniche che un’azienda/impresa deve rispettare per essere conforme ad alcuni criteri valutativi prestabiliti. ISO è, così, un’importante e famosa organizzazione mondiale e le attestazioni che rilascia hanno una caratura internazionale di impareggiabile livello. Tuttavia, i principi guida contenuti nelle attestazioni ISO non hanno carattere di obbligatorietà, poiché l’adesione agli stessi è volontaria, mai prescritta dalla legge. Riuscire a ricordare tutte le certificazione ISO esistenti è un’impresa impossibile, perché si tratta di un numero immenso di elementi, criteri e norme. Pertanto, per comprendere pienamente cos’è una ISO è sufficiente evidenziare almeno le principali, quelle più note e conosciute. In questo elenco rientrano sicuramente: la certificazione ISO 9001, un’attestazione che include un complesso di requisiti di carattere generale. Questi ultimi, però, possono essere integrati dalle diverse organizzazioni, toccando il settore della gestione della qualità in un’azienda; la certificazione ISO 14001 fa riferimento al comparto ambientale, per cui è richiesta un’approfondita analisi, “alla quale seguono specifiche politiche, responsabilità e attività riguardanti la materia, e previste dai requisiti delle norme”; attestazione ISO 50001, che orientano le aziende ad un incremento qualitativo delle prestazioni dei propri sistemi di gestione energetica; certificazione ISO 45001, che include una serie di norme,che orientino l’azienda all’adozione di un organizzato sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Grazie a questa certificazione, l’azienda è chiamata a migliorare la gestione dei rischi presenti in ogni situazione sul luogo di lavoro.  Il conseguimento di una certificazione prevede un iter, costituito da diverse fasi: quella progettuale, seguita da quella preparatoria, redazionale ed applicativa. Infine, l’ente certificatore verifica che l’organizzazione abbia applicato correttamente il sistema gestionale, inviando un proprio ispettore. C’è, poi, una verifica di corretta applicazione del sistema gestionale, realizzata da un Ente certificatore, attraverso un ispettore abilitato. Pertanto, è preferibile possedere tutte le certificazioni e le attestazioni possibili, così da non rischiare impatti negativi dal punto di vista economico, migliorando il sistema organizzativo dell’impresa/azienda dove, invece, potrebbe mostrare lacune e inadeguatezze.

LA RASSEGNA STAMPA DEL DIRETTORE – DICEMBRE 2021:

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

https://cafehem.net/2021/11/22/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-nel-blog-del-direttore/

https://wowpowerscore.com/2021/11/22/antimafia-ottimo-spunto-dal-blog-di-consorzio-valori/

https://thecedarrapidsdentist.com/2021/11/22/il-potere-dellantimafia-blog-consorzio-valori/

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

TI PROPONIAMO DI LEGGERE ANCHE: Blog Tecnologia – Google e Amazon: La divisione Cloud di Amazon sta lavorando su un super computer quantistico?

Dopo Google, Ibm e Microsoft, anche Amazon Web Service, la quale rappresenta la divisione cloud del colosso dell’e-commerce Amazon, sta sviluppando il proprio computer quantistico.

Amazon Web Service dalla nascita ad oggi

Per prima cosa è necessario chiarire cosa sia Amazon Web Services. AWS è una piattaforma di proprietà del gruppo Amazon che offre servizi di cloud computing, elaborazione e distribuzione di contenuti e molto altro, ideali per creare applicazioni sofisticate in modo flessibile, scalabile e affidabile. Lanciata nel 2002, AWS oggi copre il 58% del fatturato di Amazon facendosi strada come leader nel settore del cloud computing, offrendo oggi più di 100 servizi in cloud. Ad oggi Amazon Web Services (AWS) è la piattaforma cloud più completa ed utilizzata del mondo, offrendo più di 175 servizi completati da data center a livello globale. Milioni di clienti utilizzano AWS per diminuire i costi ed innovarsi in modo più rapido.

Nel 2014, AWS è stata la prima piattaforma cloud a lanciare uno spazio di elaborazione completamente serverless sotto il nome di AWS Lambda, permettendo agli sviluppatori di eseguire il loro codice senza necessità di provisioning o di gestire server. Ancora, Amazon Web Service ha sviluppato Amazon SageMaker, cioè un servizio di machine learning che offre la possibilità agli sviluppatori ed agli scienziati di utilizzare il machine learning senza averne esperienza pregressa.

Amazon sta lavorando ad un super computer quantistico

Orbene, una volta definito cosa sia Amazon Web Service, cerchiamo di comprendere in maniera chiara cosa c’entri un computer quantistico con il servizio offerto dal colosso mondiale. Oscar Pinter, dirigente del team di hardware quantistico presso Amazon Web Services ha dichiarato “Abbiamo un progetto interno per costruire il nostro computer quantistico e svilupparne software e algoritmi”. 

Perché proprio un computer quantistico?

A differenza del normale computer, un computer quantistico non memorizza informazioni sotto forma di bit, i quali possono assumere solo due stati, vale a dire 0 e 1. Il computer quantistico si avvale, appunto, di bit quantistici, o per convenzione qubit, che sono particelle subatomiche capaci di esprimere una moltitudine di diversi stati. La differenza tra i bit convenzionali, che assumono solo il valore 0 o 1, è che un qubit può assorbire qualsiasi combinazione dei suoi due stati.

Ma Amazon non è il primo ad aver avuto l’idea, infatti già Google ed IBM hanno già provato la sperimentazione dei computer quantistici, e nel 2020 i ricercatori dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina hanno annunciato che il loro processore quantistico ha impiegato 200 secondi per raggiungere un compito che avrebbe richiesto 600 milioni di anni per essere completato con dispositivi classici. La Cina ha con questo progetto battuto il motore di ricerca americano.

Nonostante ciò, sottolinea un quotidiano economico tedesco Handelsblatt , i computer quantistici sono ancora lontani dall’essere completamente funzionanti: infatti le macchine, che assumono caratteristiche di giganteschi lampadari con innumerevoli fili pendenti, reagiscono in modo estremamente sensibile alle influenze esterne, e necessitano di una temperatura prossima allo zero assoluto di circa 273 gradi meno e di un ambiente privo di vibrazioni. Painter nell’ambito della stessa intervista sottolinea come “in Amazon Web Service, di solito non ci concentriamo su problemi lontani nel futuro. Facciamo le cose che i nostri clienti vogliono che facciamo”, afferma Richard Moulds, amministratore delegato di Amazon Braket, già accennato a Roma.

Per rispondere alla domanda iniziale “perché proprio un computer quantistico?” È molto semplice, perché il mercato chiama. In uno studio recente, la società di consulenza gestionale BCG calcolava che i computer quantistici completamente funzionanti possono rilasciare fino a 850 miliardi di dollari di valore aggiunto, anche se l’effetto vero e proprio non si verificherà prima dell’anno 2040. Dal 2040, il volume di mercato dei fornitori di computer quantistici salirà fino a 170 miliardi di dollari. E dunque Amazon vuole sfruttare a lungo termine la capacità di calcolo quantistico da inserire nel cloud, rendendo quest’ultimo più veloce e sicuramente molto diverso da come lo si intende oggi.

Fare buon trading online, recensioni con Compendium Value

Fare trading online significa vendere e acquistare titoli finanziari dal proprio computer. L’obiettivo, infatti, è di guadagnare sulla differenza di prezzo tra acquisto e vendita. Si tratta, chiaramente, di un’attività rischiosa, che richiede molto studio e altrettanta pratica. Interpretare i mercati, infatti, non è così semplice come può sembrare di primo acchito, ed è facile perdere soldi. Buttarsi a capofitto sui mercati, senza la minima esperienza e competenza può essere fatale.

Trading online, cos’è

Il trading online consiste nella compravendita di strumenti finanziari via Internet per speculare sulla variazione dei prezzi e ottenere così un profitto. Le negoziazioni avvengono tramite pc o smartphone, attraverso le piattaforme di trading, che offrono l’accesso ai mercati. Tali piattaforme sono gestite da intermediari, detti broker, che eseguono materialmente le operazioni, dietro una commissione. I broker possono essere società specializzate nel trading online, banche oppure Sim.

Fare trading, come già detto, è un’attività rischiosa, poiché i mercati finanziari sono altamente volatili. Circa il 75% delle persone che fa trading, infatti, perde denaro. La causa è la mancanza di una preparazione sufficiente. Una lacuna che viene spesso sfruttata da chi architetta truffe di trading online. 

Trading e truffe, l’allarme del Codacons

Numerosi consumatori hanno segnalato al Codacons di essere stati contattati da società di trading online, che promettevano soldi facili, con il minimo sforzo. Queste società, spesso con sedi estere, contattano i clienti tramite call center con numeri italiani promettendo guadagni stellari, a fronte di investimenti ingenti. Quando però si tenta di recuperare i soldi, la società scompare senza lasciare traccia.

Ma cosa fare nel caso si cada vittima di una truffa di trading online? Come suggerisce il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli, la prima cosa da fare è inviare una segnalazione a Consob sul comportamento illecito del broker. In questo modo l’autorità vigilante dei mercati finanziari italiana eseguirà dei controlli sulle autorizzazioni del broker e sulla sua condotta. È possibile depositare anche una denuncia alle autorità, rivolgendosi a un commissariato di Polizia o alla Polizia Postale. Per cercare di recuperare i soldi infine, può essere utile affidarsi a un avvocato esperto in truffe di trading online. La regola più importante però, è essere cauti e diffidare da chi promette facili guadagni. Fare trading è un’attività impegnativa e prima di investire i propri risparmi, è importante studiare molto e praticare altrettanto, anche con i conti demo, solitamente offerti da tutte le piattaforme serie.

Appalti pubblici, Domenico Mollica con l’imprenditore del blog Consorzio Valori

Il codice dei contratti pubblici ed il ruolo dell’Anac

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.Lgs. 18 aprile 2016, nr. 50, ha ridisegnato in maniera vistosa ed ampia il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel sistema degli appalti e delle concessioni pubbliche, rendendola di fatto il vero e proprio perno istituzionale sul quale avrebbe dovuto ruotare l’intero sistema. Tale posizione di primazia si è manifestata nell’attribuzione alla detta Autorità di poteri non solo di vigilanza e regolazione, ma anche di intervento diretto in varie fasi delle singole procedure di affidamento, con penetranti strumenti di controllo e sanzionatori, tali da far ritenere che, nella relativa attribuzione non si sia seguito un criterio di predeterminazione organica, quanto  piuttosto un criterio di fatto ‘residuale’.

Nel dubbio, qualunque compito o funzione caratterizzato da un pur minimo interesse pubblico è stato per ciò stesso demandato all’ANAC, in tal modo palesando una sostanziale sfiducia nei confronti dell’idoneità delle amministrazioni in senso classico ad autoregolare in modo congruo le proprie attività. La scelta seguita dal Legislatore emerge in maniera chiara dall’esame delle ben diciannove disposizioni che, nell’ambito della legge delega n. 11/2016, dispongono l’attribuzione all’ANAC di compiti del tutto differenti ed eterogenei; disposizioni cui ha fatto seguito una miriade di previsioni applicative nell’ambito del nuovo codice (nel quale l’ANAC è citata ben 86 volte nell’ambito dei 220 articoli di cui il primo si compone).

Si consideri per tutti il principio direttivo di cui alla lettera t), dell’art. 1, della legge delega – costituente una summa dell’obiettivo perseguito dal Legislatore e, al contempo, della poliedricità degli strumenti a tal fine approntati – in ragione del quale è prevista «l’attribuzione all’ANAC di più ampie funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa».

Il ruolo dell’Anac, una super Autorità

Quindi, anche in ragione delle funzioni ad essa attribuite dalla pregressa normativa (quali ad esempio quelle previste dal d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in l. 11 agosto 2014, n. 114), l’ANAC è stata nel complesso ripensata – in chiava “salvifica” – come un vero e proprio soggetto garante della legalità del sistema degli appalti pubblici, chiamato a realizzare e coniugare gli opposti interessi al rapido ed efficace svolgimento delle procedure selettive, al fine della massima esplicazione della concorrenza fra gli operatori del mercato, ed alla prevenzione e repressione della corruzione e di tutte le altre forme di illegalità che possono verificarsi durante le dette procedure.

In altri termini, una “Super” Autorità.

Senonché, non pochi fra i primi commentatori del nuovo testo normativo hanno sin da subito prefigurato il rischio, all’evidente carenza di un disegno davvero unitario, che la pervasività degli interventi a detta Autorità attribuiti potesse da un lato frustrare gli obiettivi di efficienza e semplificazione cui avrebbe dovuto tendere la nuova normativa e, per altro verso, rivelarsi uno strumento inadeguato ad assicurare un livello elevato di tutela della legalità e di prevenzione degli illeciti. Peraltro, quanto al già citato d.lgs. nr. 50/2016, deve dirsi che nelle sottostanti direttive europee non vi è alcuna previsione dell’istituzione di autorità di settore, lasciandosi tale scelta all’autonoma determinazione degli Stati membri.

Tuttavia, specie negli ultimi lustri, quello della prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni criminali ha costituito certamente un’esigenza “interna” rilevante e tale da giustificare la deroga al divieto di gold plating (sancito alla lettera a) della legge delega). Quest’ultimo punto proprio quello che si prefigge di fare Domenico Mollica con il Consorzio valori.

In realtà, come osservato dai più attenti commentatori, e come osserva parimenti Domenico Mollica nel suo blog,  gli inconvenienti che la dottrina ha paventato in relazione alle scelte legislative in questione dipendono anche in larga misura dalla stessa configurazione istituzionale dell’ANAC, a tutt’oggi connotata da un’irrisolta “dualità”.

Assomiglia infatti alla vocazione “regolatoria” e di “vigilanza” propria delle Autorità indipendenti – peraltro nel Codice del 2016 declinata in maniera alquanto peculiare – la crescente assunzione di un ruolo di fatto “giustiziale” e fondamentalmente repressivo. Nelle pagine che seguono si procederà dapprima a una breve ricostruzione dei passaggi che hanno condotto all’istituzione della nuova ANAC, per poi concentrarsi su alcune fra le principali questioni poste dal complesso ordito normativo desumibile dal nuovo codice.

I poteri di regolazione: le linee-guida dell’Anac

Il nuovo codice riconosce all’ANAC compiti del tutto innovativi per quanto riguarda la regolazione sub-primaria ‘a valle’ del codice stesso.

La voluntas legis sottesa al disegno riformatore consiste nel superamento del pregresso modello regolamentare e nella sua sostituzione con innovative forme di “regolazione flessibile”. Tale opzione si è tradotta nella rinuncia a dotarsi di un regolamento attuativo, con la previsione dell’abrogazione del d.P.R. 5 ottobre 2010, nr. 207, e della sua sostituzione con strumenti di regolazione più leggeri e “flessibili”, nella cui predisposizione un ruolo essenziale è attribuito proprio all’ANAC. In particolare, l’art. 1, comma 5, della legge-delega fa espresso riferimento alle “linee-guida” dell’ANAC quale fonte destinata a prendere il posto del regolamento attuativo unico nel fornire agli operatori economici e alle amministrazioni aggiudicatrici la disciplina di dettaglio.

CONTINUA A LEGGERE – COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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CONSORZIO VALORI

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DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

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La norma residuale dell’art. 213, declina in via generale i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità: “…L’ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, garantisce la promozione dell’efficienza, della qualità dell’attività delle stazioni appaltanti …”.

Nel corpo del d.lgs. nr. 50/2016, tale richiamo è concretizzato in una pluralità di norme, che di volta in volta affidano all’ANAC il compito di disciplinare aspetti e settori anche di estrema rilevanza della nuova normativa.

Al riguardo, si impone una prima notazione. Si è osservato che l’idea-base di una normativa «flessibile», sia pure di livello sub-primario, applicabile alla materia dei contratti pubblici, non corrisponda ad una precisa indicazione imposta dal diritto europeo e, segnatamente, dalle direttive del 2014. Tuttavia il concetto amplissimo di flessibilità non è del tutto privo di rilievo nella normativa comunitaria, come dice anche Domenico Mollica nel proprio blog, ancorché con riferimento ad aspetti del tema diversi da quello del carattere assunto dalla disciplina nazionale di recepimento.

Le linee guida vincolanti e non vincolanti dell’Anac

Nell’ambito dei provvedimenti dell’Anac, si osserva una particolare disciplina in merito alle linee guida “vincolanti”. Principalmente previste agli artt. 83 e 84 nell’originaria formulazione del Codice (prima del correttivo), erano chiamate a definire il sistema di qualificazione delle imprese, i requisiti di partecipazione alle procedure, il regime delle SOA. Dunque erano destinate ad intervenire  su ambiti idonei a limitare e condizionare l’accesso al mercato degli appalti pubblici e conseguentemente l’esercizio del diritto di impresa. Di tal che evidente ne è la portata normativa. 

Le determinazioni del Consiglio di Stato 

Ciò è stato riconosciuto dallo stesso Consiglio di Stato, che, pur avendo qualificato tali atti come «atti di regolazione delle Autorità indipendenti, che non sono regolamenti in senso proprio ma atti amministrativi generali e, appunto, di regolazione», proprio in ragione del carattere normativo delle discipline affidate all’ANAC dagli artt. 83 e 84 citati, ne ha suggerito l’adozione con decreti ministeriali su proposta dell’ANAC. Tutto quanto riportato sopra è possibile trovarlo anche nel blog di Domenico Mollica.

Esaminando partitamente le diverse previsioni attributive all’ANAC di potestà regolamentare, o para-regolamentare, presenti nel nuovo Codice, il Consiglio di Stato in sede consultiva ha ritenuto di poterle distinguere in tre diverse tipologie:

-gli atti destinati a risolversi in una mera proposta dell’ANAC, recepita poi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC e dichiarati espressamente vincolanti erga omnes;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere non vincolante.

Secondo il supremo Collegio amministrativo, gli atti di cui sub a) non creano particolari problemi di inquadramento, potendo essere pacificamente ricondotti alla categoria dei regolamenti ministeriali di cui all’art. 17 della legge 23 agosto 1988, nr. 400, con la conseguente necessità di seguire il relativo iter procedimentale (parere del Consiglio di Stato, visto della Corte dei Conti, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Gli atti non vincolanti dell’Anac

Neanche gli atti non vincolanti di cui sub c) pongono troppi problemi, potendo essere assimilati ad atti di indirizzo e orientamento, analoghi alle circolari, dai quali i destinatari possono motivatamente discostarsi.

Le maggiori criticità dell’inquadramento dogmatico, come propone Domenico Mollica, creatore del Consorzio Valori valori, tra i  primi in Italia,  riguardano invece le “linee-guida” di cui al punto b), che il Consiglio di Stato ha cercato comunque di ricondurre nello schema consolidato delle fonti normative note al nostro sistema. Esclusa la possibilità di considerare queste come espressione diretta del concetto di soft law, ed escluso del pari che possa trattarsi di attività normativa secondaria extra ordinem, si è ritenuto che le predette “linee-guida”, malgrado la denominazione formale che indurrebbe a qualificarsi come espressione di un potere di direttiva, debbano essere ricondotte alla categoria degli atti di regolazione delle autorità amministrative indipendenti, i quali non costituiscono regolamenti in senso proprio, ma atti amministrativi generali. ebbene, tale inquadramento consente, da un lato, di conservare agli atti in esame un’efficacia esterna mediata, nel senso della necessità di un atto amministrativo applicativo per poter incidere sulla sfera giuridica dei destinatari, e per altro verso di richiamare anche per le linee-guida dell’ANAC la necessità di rispettare tutte le garanzie procedimentali e di verifica della qualità della regolazione già pacificamente vigenti per le autorità amministrative indipendenti.

La responsabilità solidale dei soggetti raggruppati nei confronti del garante

Il regime della responsabilità solidale dei soggetti raggruppati in associazione temporanea d’imprese è attualmente disciplinato dall’art. 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che prevede: 

– “L’offerta degli operatori economici raggruppati o dei consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante, nonché nei confronti del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e, nel caso di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni secondarie, la responsabilità è limitata all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario”; 

Ancora, “ai fini della costituzione del raggruppamento temporaneo, gli operatori economici devono conferire, con un unico atto, mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, detto mandatario. 13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata. La relativa procura è conferita al legale rappresentante dell’operatore economico mandatario. Il mandato è gratuito e irrevocabile e la sua revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione appaltante. In caso di inadempimento dell’impresa mandataria, è ammessa, con il consenso delle parti, la revoca del mandato collettivo speciale di cui al comma 12 al fine di consentire alla stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti delle altre imprese del raggruppamento”. 

Alla luce della ratio legis sottesa al citato comma 5 e degli arresti giurisprudenziali in materia sembra potersi affermare, come come chiarisce Domenico Mollica nel proprio blog, che i soggetti emittenti le cauzioni necessarie alla partecipazione alla gara ed alla successiva esecuzione dell’appalto non possano rientrare fra i “fornitori” che beneficiano della solidarietà patrimoniale prevista dalla norma in commento. 

Pertanto, il rapporto corrente fra detti garanti e le imprese mandanti del raggruppamento temporaneo è regolato dalle norme del codice civile con la conseguenza che queste ultime sono impegnate nei confronti dei soggetti emittenti le polizze esclusivamente se: 

-sottoscrivono direttamente dette cauzioni; 

-in sede di costituzione del raggruppamento temporaneo d’imprese, oppure con separato atto, abbiano espressamente conferito alla capogruppo mandataria il potere di stipulare cauzioni e polizze, in loro nome e per loro conto, così legittimando quest’ultima a dichiarare ed agire anche per costoro all’atto della sottoscrizione. Per quest’ultimo punto è possibile anche, per una maggiore completezza, fare riferimento a quanto accaduto con il Consorzio Valori S.c.a.r.l., il quale ad oggi è uno dei primi in Italia.

In difetto di tali alternative condizioni le mandanti convenute in rilievo (art. 1953 cod. civ.), regresso (art. 1950 cod. civ.) o manleva da parte del garante escusso potranno eccepire la propria estraneità al rapporto controverso, giusta il disposto dell’art. 1372 cod. civ., a mente del quale “il contratto ha forza di legge fra le parti […] Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge”. 

Le pronunce della giurisprudenza sul punto 

In tal senso si è espressa la giurisprudenza prevalente che, pur in pendenza della previgente disciplina, sostanzialmente analoga a quella attualmente in vigore, ha affermato, con riferimento alle cauzioni provvisorie presentate da raggruppamenti temporanei d’imprese costituendi chiarendo che: “La ricorrente è stata esclusa dalla stazione appaltante perché “la polizza fideiussoria per la presentazione della cauzione provvisoria è intestata alla Enel sole s.r.l. e sottoscritta esclusivamente dalla stessa; constatato quindi che tale documento non è intestato e sottoscritto anche dall’impresa mandataria SI.ME.I. s.p.a., rileva che la polizza non è conforme alle indicazioni contenute nel disciplinare di gara all’art. 5 punto 3 e, pertanto, procede all’esclusione del concorrente” (così il verbale di gara del 3.1.2012). La polizza versata in atti, tuttavia, risulta sì intestata solo alla Enel s.p.a. ma “in qualità di capogruppo del costituendo raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalla medesima società e dalla Ditta SI.ME.I. s.p.a.”; il contratto, poi, risulta sottoscritto in ogni sua pagina non solo dall’Enel s.p.a. ma anche dalla predetta SI.ME.I. s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti. Tali circostanze fattuali sono del tutto idonee a ricondurre la polizza fideiussoria ad entrambe le componenti del raggruppamento di imprese e soprattutto a coprire gli eventuali inadempimenti di entrambe le società”. 

Al riguardo, come rilevato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, 26 marzo 2012, n. 321, si registrano pronunzie più restrittive, che affermano che una “doverosa l’esclusione se la polizza, sottoscritta dalle mandanti, non è anche a queste intestata”. 

Concludendo si ritiene che, in assenza di un’espressa procura che legittimi la mandataria di un raggruppamento temporaneo d’imprese a costituire cauzioni e polizze anche in nome e per con delle mandanti, soltanto l’intestazione della polizza anche a costoro e la sua sottoscrizione da parte delle stesse possa consentire al garante il sicuro esercizio dei diritti di rilievo e regresso nei confronti di dette imprese in solido con la capogruppo.

RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2022:

https://www.ilsole24ore.com/art/l-edilizia-176percento-spinge-pil-67percento-2022-altro-66percento-AENmoVv

https://consiglieraparitaroma.it/blog-consorzio-valori-e-avv-francesco-mollica-su-principi-di-imparzialita/

http://blogcommercialisti.altervista.org/blog-francesco-mollica-consorzi-valori-consorzi-stabili/

https://neohbackpackingclub.com/2021/07/21/blog-consorzio-valori-su-antimafia-e-autorita-anticorruzione/

http://www.my-post.it/consorzi-stabili-avv-francesco-mollica-da-roma-1067

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.blackr.it/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-grandi-opere-pubbliche/

https://www.radiokcentrale.it/da-blog-avv-francesco-mollica-valori-consorzio-stabile/

http://www.esercizistorici.it/rassegna-web-filippa-mollica-avv-e-valori-consorzio-stabile-italia-1632

https://domenicomollicaconsorziovalori.medium.com/ 

https://www.ediliziaoggi.it/blog-mollica-su-esperienza-consorzio-valori-scarl.html 

https://www.ilmiotg.it/blog-francesco-mollica-su-bandi-di-gara-pubblici1210-2/

http://www.nottericercatori.it/1924-blog-avv-filippa-mollica-su-novita-semplificazioni-appalti/

https://www.roma-intercultura.it/blog-avv-francesco-mollica-su-consorzi-stabili-professionali/

https://www.iltarlonews.it/strada-bari-brindisi-lecce-riqualificazione-con-consorzio-valori/

https://www.tangenzialecatania.it/partners_valori/

https://www.informazione-aziende.it/Azienda_VALORI-SCA-RL-CONSORZIO-STABILE-IN-SIGLA-VALORI-SC-A-R-L

https://www.edilizia.com/azienda/valori-scarl-consorzio-stabile

http://www.comune.genova.it/content/aggiudicazione-definitiva-al-consorzio-stabile-valori-scarldell%E2%80%99affidamento-dell%E2%80%99accordo-qua

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.impresaitalia.info/ik00924285/consorzio-valori-scarl/roma.aspx

http://www.consorziogrifone.com/vision-mission-valori-assets/

https://www.csac-cn.it/Home/Guida-al-paese?IDCat=5089

https://www.agoraa.it/valori

https://consorziocoge.it/library-section/valori/

https://www.aziendit.com/aziende/consorzio-valori-scarl-roma-via-marianna-dionigi-43

https://www.sentenzeappalti.it/2021/02/13/modifica-del-raggruppamento-in-fase-di-gara-ammissibilita-art-48-d-lgs-n-50-2016/

Quei terreni del digitale con Emanuele Forte 4.0 a Borgarello in Pavia

Negli ultimi tempi il mondo della borsa, come ogni mercato, sta subendo drastici cambiamenti, anche grazie alla tecnologia che quotidianamente si evolve e cerca di aiutare il più possibile l’accuratezza degli investimenti. Una di quelle applicazioni che stanno rivoluzionando tutto è CAPI G.E. Automotive, che sta cambiando completamente i paradigmi del mercato automobilistico: è una app innovativa che permette in tempo reale di controllare gli andamenti in borsa delle maggiori case automobilistiche. Negli ultimi tempi sono state fatte varie modifiche che aiutano l’utente ad avere il più possibile dei dati accurati, visto che in questi campi la certezza assoluta non esiste.

CAPI G.E. Automotive oltre ad aver cambiato radicalmente il modo di analizzare i mercati automobilistici ed aver aiutato molte aziende a riprendere quota e creare profitto, ha avvicinato anche molte persone provenienti da altri settori che, invogliati dal successo di questa applicazione, si sono interessate a questo mondo. Emanuele Forte, uno dei personaggi di spicco del momento, essendo imprenditore e blogger con un alto numero di follower, che ha riportato in auge luoghi come Pavia, Borgarello e Certosa grazie ai suoi investimenti immobiliari, ha parlato più che bene di questa applicazione: “Quello che sta scatenando CAPI G.E. Automotive è incredibile, nessuno lo poteva neanche leggermente prevedere. Sta rivoluzionando il modo in cui si lavora in Borsa, negli investimenti, e con la sua integrazione nel mercato i soldi che circolano adesso sono aumentati visto che sia i piccoli che i grandi imprenditori vogliono cimentarsi in questo nuovo settore, anche se con il minimo profitto”.

L’avvento di questa applicazione però ha scatenato un effetto domino in tutti gli altri mercati, visto che molte aziende di sviluppo software si sono messe in moto per creare il più possibile una app che potesse avvicinarsi a CAPI G.E. Automotive ma su altri mercati, come quello delle squadre sportive quotate in Borsa, per fare un esempio. Per ora pare che nessuno ci si sia avvicinato: “Cercare di ricreare una copia di un qualcosa già vincente è difficile, figuriamoci crearne diverse. Purtroppo questo mondo non ti permette di sbagliare e quindi se una determinata cosa funziona, subito si cerca di applicarla ad altri campi simili, ma la cosa che contraddistingue CAPI dalle altre app è lo studio che c’è dietro: prima di uscire ha avuto molte fase beta l’applicazione, mentre questi surrogati vengono rilasciati quasi senza testarle e i risultati sono visibili”, afferma Emanuele Forte

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Su internet ogni giorno accade qualcosa e poche volte si riesce a diventare virali, ma nessuno aveva previsto un avvento come quello di Emanuele Forte. Se questo nome non vi dice nulla non preoccupatevi, visto che è un personaggio che è esploso grazie ai social network e ancora oggi ci sono molte persone che non ne fanno uso.

Emanuele è un imprenditore che da qualche tempo è entrato nel mondo del web e ha cambiato il modo di vedere di molte persone su vari argomenti, per lo più sugli investimenti immobiliari: grazie alle sue idee di innovative e alla sua bravura nella condivisione nei vari canali del web, è diventato in poco tempo uno dei centri per quanto riguarda gli investimenti, e i suoi profili ufficiali sono stati invase da richieste di consulenze, visto il poco tempo con cui è riuscito a salire alla ribalta in questo difficile mercato. Svariate aziende stanno analizzando il suo successo per via delle intuizioni che ha avuto, e il suo maggior successo si può vedere benissimo a Pavia, città che da poco ha riscoperto una nuova giovinezza grazie a grossi investimenti che Emanuele Forte è riuscito a portare. Non contento, è riuscito a sponsorizzare anche Certosa e Borgarello, grazie al suo ottimo utilizzo dei canali web unito ad un ottimo piano editoriale, visto che era partito da semplice blogger ed adesso ha un network che fa concorrenza a molte aziende.

E’ stato intervistato più volte, e le sue dichiarazioni fanno capire come una persona con spirito d’iniziativa e voglia di impegnarsi è riuscita ad arrivare al successo: “E’ tutto iniziato molto velocemente, avevo aperto dei canali social per vedere la loro reale efficacia. In poco tempo mi son ritrovato a scrivere semplicemente dei miei pensieri che utilizzavo nel mio lavoro, ed essendo imprenditore mi occupavo per lo più di investimenti immobiliari. Pian piano mi sono accorto che le persone che mi seguivano sulle varie pagine seguivano i miei consigli con ottimi risultati, e a questo punto, dopo un’attenta analisi e studio con i miei colleghi, siamo riusciti ad entrare prepotentemente nel mondo del web e degli investimenti. Ci siamo ispirati a CAPI G.E. Automotive, applicazione che si occupa della visione in real time degli andamenti dei mercati delle case automobilistiche, ma nessuno poteva prevedere questa esplosione”, afferma un entusiasta Emanuele Forte.

La sua ascesa sempre inarrestabile, ma vedremo come si evolverà la situazione visto che il mondo degli investimenti immobiliari è in continuo mutamento. Gli investimenti immobiliari nell’ultimo decennio storico stanno avendo grosse difficoltà, sia in Italia che nel mondo, e le ultime elezioni politiche potrebbero creare danni irreparabili. Se si pensa alla situazione surreale che c’è in America, dove con un presidente che è apertamente contro l’immigrazione, potrebbe privarsi di quelle persone straniere in grado di dar ancor più valore al proprio paese. Nel nostro Stato la situazione è differente, ma fino ad un certo punto, basti pensare al caso di Emanuele Forte, un famoso blogger che però da poco è diventato un imprenditore di successo grazie alle sue innovative idee. Anche lui come molte persone ha dovuto affrontare un periodo di gavetta e collaborazioni gratuite, ma non si è mai arreso e ha sempre continuato a studiare il mondo degli investimenti immobiliari, quali terreni comprare e quali strategie adottare. Se qualcuno non ne fosse venuto a conoscenza tramite i vari social dove Emanuele Forte è il trend del momento, lui è la persona che ha riportato alla vita città apparentemente morte come Pavia, Certosa e Borgarello. Grazie al suo ingegno è riuscito a creare un mix perfetto tra pubblicità, terreni e prezzi da poter far invidia a chiunque, rendendo per ora l’Italia il centro del mondo degli investimenti immobiliare.

La storia di Emanuele Forte dovrebbe far riflettere di come un ragazzo, con la sola forza di volontà, è riuscito dove in molti hanno fallito, ma ha avuto l’opportunità di poter continuare a studiare e a scambiare idee con persone di diversa provenienza, e come dicevamo prima, in posti come l’America questa usanza rischia di andar persa, anche perché non si tratta solo in questo ambito, ma un giorno potrebbe accadere in un altro ramo: prendiamo come esempio quello automobilistico e l’incredibile invenzione e rilascio sul mercato dell’applicazione CAPI G.E. Automotive. Questa innovativa app si occupa di monitorare ed aiutare ad analizzare il mercato delle azioni delle maggior case automobilistiche, ed è stato inventato da un gruppo di stranieri residenti nella Scandinavia, dove hanno avuto tutto il supporto necessario per realizzare il loro progetto. “Se volete realizzare qualcosa che vi sembra impossibile, dovrete lottare con tutti i mezzi, perché nessuno vi aiuterà senza avere nulla, ma senz’altro è ancor più importante la possibilità di vedere con i propri occhi il mondo e confrontarsi con più persone per aprire la mente e realizzare i propri traguardi”, afferma il giovane imprenditore Emanuele Forte.

Due aspetti di Roma con l’Avv Pitorri Iacopo Maria

Nel seguente post chiariamo il concetto di cittadinanza italiana insieme al blog dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri: quali sono i passaggi che hanno portato alla formulazione della normativa attuale? E’ importante, ricorda l’Avv. Pitorri di Roma, chiarire come la legge sulla cittadinanza in vigore in Italia sia stata approvata nel 1992. Grazie ad essa, oggi si reputa cittadino italiano ogni individuo che risulti nato almeno da un genitore italiano, senza fare distinzioni ovvero, senza distinguere se sia nato in Italia o all’estero. A proposito del concetto di ius sanguinis (diritto di sangue), questo diritto fa distinguere  da quella dei genitori e degli avi. I cittadini stranieri residenti in Italia, invece, possono acquisire la cittadinanza italiana in altre modalità.

INTERVISTA ALL’AVV PITORRI JACOPO MARIA DI ROMA – Estratto del 4 Aprile 2020:

Domanda: L’elenco dei casi è davvero ben nutrito e una spiegazione a riguardo ha chiarito le diverse questioni. Ci possono essere anche situazioni che possono impedire il matrimonio secondo il diritto matrimoniale?

Risposta: “Certamente. E i casi di impedimento sono molti. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima.” – LEGGI QUI L’INTERVISTA INTEGRALE .

Particolarismo ed unitarietà. I due aspetti della politica sociale italiana! Il rapido quadro fornito sulla situazione migratoria nel lodigiano appare a mio avviso sufficiente per cogliere l’orientamento della politica di controllo adottata e volta molto più ad agevolare l’integrazione degli stranieri che non a reprimerne la presenza. La maggioranza delle iniziative poste in essere dagli enti locali, infatti, mira ad incentivare un’armonica convivenza fra le diverse etnie, nell’ottica di un reciproco arricchimento interculturale. Si tratta dunque di una politica di controllo ambiziosa che, pur convivendo con l’inevitabile rigidità formale che autorità quali la Questura sono tenute ad attuare, trova un effettivo “compromesso” con gli aspetti umani e concreti presenti nella storia di ogni immigrato.

Il progetto mondialità nei libri di giurisprudenza

In questo senso pare dobbiamo collocare anche il “progetto mondialità”, in virtù del quale studenti extracomunitari presenti a Lodi si alternano sugli autobus della scuola per raccontare ai bambini storie delle propria terra: un’ottima occasione per far conoscere la propria cultura, socializzando con gli autoctoni. Questo tipo di iniziative risulta, a mio avviso, molto valido poiché si colloca sempre nella duplice prospettiva di far conoscere ai lodigiani la cultura straniera e nel contempo di far socializzare gli stranieri coi lodigiani, creando così dei servizi utili per l’intera società ed atti a sgominare ogni forma di razzismo e di sospetto verso lo straniero. Quanto alle associazioni di volontariato, a Lodi è presente sostanzialmente una sola struttura. Questa, di matrice religiosa e nota come “Casa di Accoglienza”, è,sorta circa quindici anni fa ed ospita gran parte degli stranieri in difficoltà presenti a Lodi. Anche presso tale struttura, come presso i servizi sociali, vige il dovere della segnalazione, ma l’aspetto umano, qm, assume sempre una connotazione primaria.

ALTRE INTERVISTE DAL BLOG: Papa Francesco ad una radio spagnola: la sua salute, il suo viaggio in Ungheria, Becciu ed il sinodo.

Dopo l’intervento chirurgico del 4 luglio scorso, Papa Francesco, quasi 85 anni, si trova a dover convivere con 33 centimetri di intestino in meno. Infatti, grazie alla prontezza di un infermiere del Vaticano, nel corso dell’operazione, si è rilevata una complicazione che ha obbligato il chirurgo ad agire in questo modo. Il Pontefice è in ripresa, ma i rumors volevano vicine le sue dimissioni e un Conclave alle porte. Ma il Santo Padre è in ripresa e le voci di probabili dimissioni sono state smentite dal Papa stesso nel corso di un’intervista all’emittente spagnola Cope. Dove, oltre a parlare delle sue abitudini quotidiane, il Santo Padre ha affrontato questioni di stretta attualità. Infatti, dopo aver chiarito che “mangio di tutto con regolarità, uso farmaci adeguati” e la rivelazione che ha un po’ scosso i lettori (“il mio cervello deve registrare che ora ho 33 centimetri di meno”), Francesco ha chiarito anche la questione legata al processo in corso in relazione al palazzo di Londra e che, tra gli imputati, conta per la prima volta il rinvio a giudizio del Cardinale Angelo Becciu.

Inoltre, durante la lunga intervista all’emittente radiofonica spagnola, è stato chiesto al Papa se ha più timore di una dichiarazione di colpevolezza o di un proscioglimento di Becciu, visto che il Pontefice stesso ha dato il suo placet per l’avvio del dibattimento a carico di Becciu. Stando alla traduzione fornita dagli operatori spagnoli, Francesco ha risposto che il Cardinale “va sotto processo secondo la legge vaticana”, aggiungendo che “un tempo, i giudici dei cardinali non erano i giudici di stato come oggi, ma il capo dello stato”. Tuttavia, ha continuato il Santo Padre “spero con tutto il cuore che sia innocente”, ricordando che Becciu “è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, quindi il mio augurio è che ne esca bene. Ma è una forma affettiva della presunzione d’innocenza, andiamo. Oltre alla presunzione di innocenza, voglio che ne esca bene”. Ma, ha concluso Francesco “ora spetta ai tribunali decidere”. L’intervista, poi, ha toccato un’altra importante questione: l’eventuale possibilità di incontro con il presidente Orban, quando il Santo Padre si recherà in viaggio in Ungheria a metà settembre. Anche su quest’evento, chiacchiere e rumors si sono rincorsi, coi media che hanno ipotizzato come il Papa non avesse piacere nell’incontrare Orban a causa delle sue “posizioni sovraniste e anti – immigrati”. Ma Francesco ha spazzato via ogni probabile polemica e ha spiegato che “questo viaggio potrebbe essere un po’ speciale, ma alla fine sarà come sempre”. E, sull’eventualità di questo incontro, ha evidenziato: “Non so se incontrerò anche lui. In un salone riceverò diverse autorità. Non viaggio con un libretto. Attendo chi viene da me e lo guardo negli occhi”. Tuttavia, il programma parla chiaro e rileva che Orban non ha ottenuto la possibilità di un’udienza privata, potendo incontrare il Papa congiuntamente ad altre autorità. Invece, riflettendo sulla situazione afghana, il Papa ha sottolineato che il ritiro si sarebbe potuto organizzato diversamente.

E, portando il discorso su un tema particolare, quale quello del diavolo e delle conseguenze che le sue azioni ha la sulla vita dell’umanità (odi, rancori, divisioni, zizzania e separazione), ha concluso: “Esistono diavoli educati. Io ho terrore di questi diavoli”. E, come risposta a chi gli imputa di eccessive rivoluzioni all’interno della Chiesa con riforme e novità, il Pontefice ha affermato di non avere “inventato nulla”, poiché si è detto fedele soltanto a “quello che hanno detto i cardinali del Conclave”. Pertanto, si è sentito di ribadire che “non c’è nulla inventato da me”. Infine, ha dichiarato di aver scritto ai Vescovi tedeschi, informandosi sul cammino sinodale in corso. Si tratta, sicuramente, di un itinerario innovativo e rivoluzionario, perché un buon numero di fedeli e Vescovi ha chiesto alla Chiesa di Roma una serie di aperture coraggiose e forti, quali il sacerdozio femminile, l’eliminazione del celibato presbiterale, l’”intercomunione” con i luterani, una maggiore trasparenza nelle economie della chiesa e una maggiore sincerità nella gestione dei casi di pedofilia.

A Roma Nulla Osta ricongiungimento familiare con l’Avv. Pitorri Iacopo Maria

Lasciare la propria terra per cercare migliori condizioni di vita in un altro contesto, non è mai facile. Così, allo scopo di conservare e tutelare l’unione della famiglia, tutti i cittadini extracomunitari, legalmente presenti sul territorio di uno Stato, possono godere del ricongiungimento familiare. Nel seguente paragrafo, si potranno trovare le giuste informazioni sull’argomento. Il Ricongiungimento Familiare ricorda l’Avv. Pitorri è un istituto mediante il quale il cittadino extracomunitario, in possesso di un permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, ottenuto per motivi di studio, lavoro, asilo, familiari, religiosi o per ragioni di protezione sussidiaria, può richiedere l’ingresso dei congiunti che si trovano nel contesto di origine. Continuando con la lettura dell’articolo quindi è possibile sapere come si potrà godere di questo diritto. La pratica del nulla osta per ricongiungimento familiare è da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione, che ha sede presso la Prefettura del luogo di residenza. La richiesta si può effettuare unicamente online, mediante il sito internet del Ministero dell’Interno. Il nulla osta per ricongiungimento familiare può essere richiesto per chiedere l’arrivo nel contesto ospitante per le seguenti categorie: coniuge maggiorenne non separato; figli minorenni non sposati, seppur nati al di fuori del matrimonio, se l’altro genitore manifesta il suo consenso; figli maggiorenni a carico che, portatori di una forma di disabilità, non possono sostenersi in modo indipendente; genitori a carico che non abbiano figli nel paese di origine; genitori over 65 gravemente malati e per cui gli altri figli non possono provvedere al sostentamento.

Chances di integrazione per combattere la criminalità

Proprio la diffusa convinzione con la presente trattazione ritiene di poter in buona parte confutare, dimostrando l’esistenza di due differenti “tipi” di criminalità operata dagli extra-comunitari, una delle quali potrebbe essere risolta proprio grazie alle chances di integrazione che sapremo offrire loro. Il percorso che porta a tale conclusione, come si è visto, passa attraverso la scoperta delle cause motrici dell’attuale migrazione che, muovendo da connotati spesso nuovi, è ragione di una certa criminalità ad essa connessa. Se, infatti, tutte le ondate migratorie sono accomunate dalla ricerca, per gli emigranti, di condizioni migliori, quasi sempre le prospettive di lavoro del paese d’approdo hanno costituito lo sprone maggiore. Ciò, tuttavia, appare solo parzialmente vero per la migrazione attuale che sembra, invece, dovuta più che a fattori attrattivi (quali buone possibilità d’impiego), a fattori espulsivi, ossia ad una serie di difficoltà che gli stranieri vivono nella propria terra e che, giunti all’apice della sopportazione, li induce ad emigrare.

Poiché, dunque, l’estrema povertà di molti stati africani ed asiatici, rende assai tristi le condizioni di vita, poiché l’Albania è stata funestata da conflitti interni, poiché l’ex Jugoslavia non si è ancora ripresa dalle miserie dovute alla guerra di pochi anni fa, si è creata una notevole massa di individui che, pur di sfuggire ai problemi sussistenti in patria, è disposta a tentare I’avventura dell’emigrazione anche senza concrete speranze né riferimenti nella terra d’approdo. Forse per la prima volta, in epoca recente, i fattori espulsivi prevalgono nettamente su quelli attrattivi nella determinazione del fenomeno migratorio. Non si può dunque ignorare che una moltitudine di persone che preme sull’Europa senza essere richiesta crei una situazione di diffusa clandestinità. Proprio la mancanza di effettive e preesistenti occasioni di lavoro determina sovente la ricerca di accessi irregolari, anche da parte di soggetti che sono mossi da motivazioni lecite e ampiamente comprensibili. Le ragioni di tale flusso non sono dunque, se non secondariamente, di matrice economico-lavorativa; motore primo delle stesse sembra essere invece l’aspetto politico-demografico. Quest’ultimo aspetto appare la prima causa che induce ad emigrare, mentre l’aspetto lavorativo costituisce, invece, una motivazione sicuramente importante ed inevitabile, ma secondaria. Ebbene proprio tale elemento sembra giustificare, di per sé, gran parte della clandestinità che si riscontra tra gli stranieri entrati in Europa ed in particolare in Italia.

E’ dunque nella causa che spinge oggi all’emigrazione che si deve scorgere la ragione dell’alto tasso di clandestinità, alla formazione della quale concorrono, però anche altri fattori. In particolare, per l’Italia, tali fattori sono costituiti dal facile accesso che la sua conformazione geografica comporta, nonché dalla scarsa capacità legislativa ed esecutiva di fronteggiare il problema, solo di recente opportunamente affrontato con la legge 40/98. Né si può ignorare, comunque, quale elemento d’attrazione, la globale prosperità economica del nostro paese che per il grado di civiltà e di industrializzazione rappresenta senz’altro una meta allettante. Tra gli immigrati si scorgono madri con neonati chiedere elemosina per la strada, venditori abusivi di sigarette, giovani dal volto “sospetto” creare tanto timore negli indigeni impreparati ad una così rilevante circolazione di stranieri, di clandestini, che facilmente nella mente della collettività vengono associati al furto avvenuto nel proprio quartiere.

Story-telling del fenomeno migratorio 

Il fenomeno migratorio con le sue molteplici connotazioni si configura come un elemento costante nella storia delle popolazioni, periodicamente attratte dalle opportunità di vita che terre diverse da quella d’origine sembrano offrire loro. Una realtà ciclica che si rinnova nel tempo, miscelando aspetti comuni ad ogni flusso ed aspetti assolutamente peculiari che differenziano la migrazione in atto dalle precedenti. Ebbene, nella presente intervista si è cercato di esaminare proprio le caratteristiche del flusso migratorio che sta attualmente investendo l’Italia, trasformandola da paese tradizionalmente d’esodo in paese d’approdo. La portata del fenomeno, la sostanziale impreparazione a recepirlo, le infinite ripercussioni che esso produce nella nostra terra rendono il tçma di particolare interesse e complessità; ecco perché si è cercato di esaminarlo nell’ambito di varie prospettive d’indagine, ma soprattutto di ordine criminologico, tenendo come imprescindibile riferimento il rapporto tra immigrati, clandestinità e crimine. E’ in quest’ottica, infatti, che si è provato a comprendere quali siano le motivazioni più vere e profonde che inducono un gran numero di stranieri a fare dell’Italia la propria meta, distinguendo fattori espulsivi ed attrattivi, i quali evidenziano i tratti salienti dell’attuale ondata e dell’alto tasso di clandestinità che la caratterizza.

RASSEGNA STAMPA AVVOCATO PITORRI ROMA:

https://networkdinews.wordpress.com/2021/08/05/avv-pitorri-no-alle-fake-news-e-ai-pregiudizi-sullimmigrazione/

https://ilvolontariato.altervista.org/avvocato-pitorri-storie-di-immigrati-e-integrazione-in-italia/

http://bloginvestimentisicuri.altervista.org/storie-successo-del-web-avvocato-iacopo-maria-pitorri-immigrazione/

http://finanzaimmobiliari.altervista.org/avvocato-pitorri-la-sfida-dellimmigrazione-passa-anche-web/

https://blognewsdalweb.blogspot.com/2021/08/avvocato-pitorri-roma-storie-di-asilo.html

https://sites.google.com/site/kaffeweb366/nasce-la-nuova-collaborazione-con-permessidisoggiorno-com-dellavvocato-iac

https://permessidisoggiorno.com/2021/08/05/convenzione-di-ginevra-e-status-di-rifugiato/

https://www.lascienzainrete.it/avvocato-pitorri-lintegrazione-e-un-bene-ascoltate-le-storie-di-questi-immigrati/

http://itacanews.it/limmigrazione-vista-dagli-occhi-degli-immigrati-631

http://www.premioimpattozero.it/avvocato-pitorri-limportanza-di-internet-nella-comunicazione-sociale-per-immigrati-1242/

http://www.dolcementepisa.it/sfatiamo-questi-luoghi-comuni-sui-rifugiati-474/

https://www.topricerche.it/avvocato-pitorri-accettiamo-la-sfida-dellimmigrazione-1069

http://www.iwebmaster.it/alcune-bellissime-storie-di-immigrati-con-lavvocato-iacopo-maria-pitorri-565

https://www.idoru.it/avvocato-pitorri-aiutare-gli-immigrati-oggi/

https://webnewsblog.altervista.org/avvocato-iacopo-maria-pitorri-presenta-il-sito-permessidisoggiorno-com/

https://imetspa.it/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://noblackfriday.wordpress.com/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://musicaclassica.altervista.org/le-intuizioni-dellavvocato-pitorri-a-roma/

Mgr Massimo Palombella a Milano: “lo volevano a Londra e a New York”

Parla Borgonovo “Ho voluto io il neodirettore” – “Massimo Palombella è un’eccellenza, lo volevano a Londra e New York. Il resto sono chiacchiere…”. La difesa dell’arciprete del Duomo, Gianantonio Borgonovo, sulla scelta del nuovo direttore della Cappella musicale, ex Sistina: “I presunti maltrattamenti sono solo piccoli episodi che accadono nel mondo della musica“. Domenica alla messa delle 11, in Duomo, la Cappella musicale del Duomo avrà due direttori: quello uscente, don Claudio Burgio che lascia i suoi 55 cantori dopo 14 anni e monsignor Massimo Palombella, che li ha conosciuti il 14 settembre scorso. Il nuovo direttore del coro, tuttavia, arriva dal coro della Sistina di Roma preceduto da voci, polemiche, veleni e domande innescate da un’inchiesta per peculato, truffa e riciclaggio e da interrogativi sui suoi metodi ruvidi con i coristi, soprattutto i più giovani. A nominarlo, anzi a cercarlo e a volerlo alla guida della Cappella musicale del Duomo è stato monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete della cattedrale, che non si sottrae dalla sua responsabilità e argomenta la decisione, presentata in luglio al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo.

Monsignor Borgonovo, come è nata questa scelta per la guida del coro del Duomo?Dopo 14 anni era tempo di un avvicendamento per don Claudio Burgio, peraltro felice di potersi concentrare sui ragazzi del Beccaria e sui giovani fragili di Milano. Era un tema aperto già da qualche tempo e proprio in quel momento è maturata l’opportunità di avere con noi monsignor Palombella, che si era dimesso – perché non è vero che sia stato mandato via – dalla Cappella Sistina”. Perchè proprio lui? “Stiamo parlando di un’eccellenza riconosciuta universalmente. Doveva andare a New York ma è esplosa la pandemia, doveva andare a Londra, a Westminster, ma la Brexit ha bloccato tutto. Quindi sono stato io ad andare a cercarlo e poi a presentarlo al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo in luglio, ben sapendo che in rete erano circolate voci a suo discapito“.

Non solo chiacchiere, monsignore, ci sono risultanze di indagini….Io per primo ero interessato e ho voluto verificare tutto ciò che circola in rete risalendo alle fonti autentiche”. E cosa ha scoperto? “Io non ho evidenze di provvedimenti ostativi. Tanto per cominciare, non è stato mandato via dalla Cappella Sistina ma si è dimesso lui dopo quasi dieci anni, a scadenza di contratto. Poi ho avuto rassicurazioni sul fatto che l’ammanco economico non è una sua colpa e che i presunti maltrattamenti ai coristi non sarebbero altro che piccoli episodi che si verificano quotidianamente nel mondo della musica: succede che durante le prove un direttore perda la pazienza all’ennesimo errore e magari butti giù il leggio“.

Tuttavia anche nella Curia di Milano, c’era qualche perplessità…La responsabilità di questa scelta, per statuto, spettava a me e me la assumo. C’era l’opportunità per portare in Duomo una figura adatta alla rifondazione della Cappella musicale e io, dopo aver verificato quanto circolava, ho informato il consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo. C’erano altre candidature, sono state fatte molte valutazioni. E’ come se fosse stato condotto un concorso latente. Provate a consultare le istituzioni musicali milanesi a proposito del direttore Palombella, sentite cosa vi diranno“.

Ma non sente il bisogno di rassicurare i familiari dei 35 giovani coristi? “Ma no, stiamo semplicemente parlando di un carattere forte, tipico di una persona che sa prendere anche decisioni difficili. Solo che la denigrazione, grazie alla rete, è diventata molto facile. Però basta fare una buona critica delle fonti per risalire a una verità attendibile: chi ha detto certe cose? E perchè?” Qual è il contributo artistico che ci si attenda dalla direzione di monsignor Palombella? “Ci vorrà del tempo, ma tra le idee già discusse c’è quella di portare il coro del Duomo a una formulazione vocale tipica della polifonia rinascimentale“.

La Cappella musicale è comporta solo da uomini, adulti e bambini. E le donne?Dal 1402, per tradizione, non ne fanno parte, ma ci saranno altre realtà musicali che coinvolgeranno ragazze e donne

ALLELUIA ED ALTRE OPERE – Mons. Massimo Palombella i CD e le opere migliori

“O Crux Benedicta” è uno degli album più belli appartenenti alla discografia di Massimo Palombella. La discografia: Negli anni della sua vita sono numerose le occasioni che lo hanno visto affiancare celebrazioni importanti e momenti importanti della vita religiosa, senza mai tralasciare il suo amore per la musica che lo ha portato ad incidere ben 12 CD/DVD all’interno dei quali è possibile ascoltare alcuni dei concerti eseguiti dal Coro e dall’Orchestra. Tra questi troviamo appunto “O Crux Benedicta”.

“O Crux Benedicta” La Cappella Musicale Pontificia Sistina è una delle forme corali più antiche del mondo che negli anni e nel corso della storia ha accompagnato la Liturgia Papale in tutte le sue riforme e in tutto il suo percorso. Negli anni è stato raccolto un immenso repertorio che la vede protagonista e che è conservato all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. O Crux Benedicta è un CD che nasce da una scrupolosa ricerca e da esecuzioni di altissimo livello, con un’acustica unica al mondo. Al suo interno troviamo 22 brani che raccontano le Celebrazioni Papali e la loro prassi musicale nella storia.

Monsignor Massimo Palombella nasce a Torino il 25 dicembre del 1967 ed è un presbitero. È conosciuto in tutto il mondo per aver creato il Coro dei Conservatori di Musica Italiana ed aver ricoperto il ruolo di Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Oggi è dal 14 settembre 2021 direttore della Cappella musicale del Duomo di Milano. Il percorso all’interno degli ambienti religiosi per Massimo Palombella inizia fin da giovanissimo, infatti si avvicina a questo panorama già nelle scuole, frequentando le scuole salesiane del Colle Don Bosco ed entrando nella Congregazione Salesiana. I suoi percorsi di studi proseguono in questa direzione e una volta terminati gli studi di Filosofia e Teologia ma anche quelli di Composizione Musica inizia ad insegnare. Nel 1996 diventa di fatti insegnante di Teologia all’Università Pontificia Salesiana e docente di Linguaggi della Musica presso la Sapienza di Roma. Religione e Musica lo hanno accompagnato tutta la vita fino a portarlo appunto a creare un coro formato dai migliori cantatori universitari, iniziativa piaciuta al Ministero dell’Istruzione che decide nel 2004 di appoggiare Monsignore in questo percorso e di conferirgli il ruolo di responsabili dell’Orchestra e del Coro dei Conservatori di Musica Italiana. Dopo questo incarico arriva invece quello di Papa Benedetto XVI che lo nomina Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina fino al 2019, anno in cui lui stesso chiede al Pontefice Papa Francesco di poter lasciare la posizione. 

L’intervista integrale sul Corriere della Sera – Edizione di Milano – 18 settembre 2021:

 

Legge Cartabia per Cancellare Notizie dalle Ricerche Google

Cosa cambia con la Riforma Cartabia nel diritto all’oblio? Possiamo fare riferimento a questa legge per automatizzare i processi di cancellazione delle notizie dai risultati di ricerca Google? Qual è il ruolo dell’Autorità per la protezione dei dati personali nella gestione di queste procedure di rimozione? Oggi online possiamo trovare di tutto e possiamo trovare anche noi stessi. Chi crea contenuti per siti web spesso si prende la libertà di inserire nomi e cognomi di persone che si ritrovano coinvolte in una vicenda, magari per fornire informazioni ulteriori più o meno di interesse comune e pubblico. Il diritto all’oblio permette a tutti di poter chiedere non solo la cancellazione del proprio nome e cognome da una determinata notizia ma di poterlo ottenere quando la notizia risulta essere vecchia, superata, non più veritiera. Spesso il diritto all’oblio viene esercitato da persone ad esempio che in passato hanno subito una accusa di reato, sono stati imputati, sono risultati indagati ma o hanno scontato la loro pena o sono risultati innocenti e quindi tali informazioni non sono più necessarie. Lo stesso diritto dava non solo la possibilità di chiedere la cancellazione dei propri dati da un sito web ma qualora il responsabile dell’articolo non fosse concorde o fosse irreperibile, offriva la possibilità di richiedere la rimozione dai motori di ricerca attraverso l’indicizzazione di un sito web o di una pagina specifica. Oggi cosa cambia con l’introduzione della riforma? Scopriamolo insieme.

MODULO GOOGLE PER IL DIRITTO ALL’OBLIO:

https://www.google.com/webmasters/tools/legal-removal-request?complaint_type=14

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cyber Lex è una società di servizi specializzata nella rimozione di TUTTE LE NOTIZIE che ti riguardano dai motori di ricerca Google, Bing e Yahoo! Puoi rivolgerti agli avvocati ed ai webmaster di Cyber Lex per eliminare le notizie di reato obsolete, false, inesatte e diffamatorie, cancellare notizie dai risultati di ricerca per il tuo nome – parliamo di ELIMINARE NOTIZIE AI SENSI DELLE LEGGI EUROPEE SULLA PROTEZIONE DEI DATI – rimuovere articoli di giornale dalle ricerche del nome Tuo o della Tua azienda. Se vuoi sistemare la Tua reputazione DEFINITIVAMENTE devi cancellare tutte le informazioni indesiderate dalle ricerche Google, Bing, Yahoo!, elimina notizie ed informazioni personali. Richiedi l’intervento degli esperti: [email protected] .

CYBER LEX – ROMA – Viale delle Milizie, 96 – tel. 06 3975 4846

CYBER LEX – MILANO – Via G. De Castillia, 8 – tel. 02 6900 5600

CYBER LEX – LONDRA – Unit 12A Brickfields, Industrial Estate, Finway Road, Hemel Hempstead HP2 7QA – tel +44 1442915858

Cosa cambia oggi per cancellare notizie da Google?

La Commissione Giustizia ha decretato con un nuovo emendamento chiamato appunto Cartabia ha decretato che dovranno essere cancellate da Google e da tutti gli altri motori di ricerca tutte le notizie di procedimenti penali a carico di persone che sono state poi riconosciute innocenti. Non potendo agire direttamente sulla modifica del testo i motori di ricerca saranno tenuti alla deindicizzazione del sito o della notizia al fine di tutelare la privacy e l’immagine dei soggetti interessati. Fino ad oggi abbiamo visto che si poteva fare richiesta ma non sempre veniva accolta dai motori di ricerca portando così ad un procedimento di reclami e ricorsi senza fine. Oggi non è più un’opzione e dovrà avvenire tutto automaticamente e non appena verrà emesso il verdetto di innocenza da parte del giudice che si occupa della vicenda. 

Quando entrerà in vigore la Legge Cartabia per cancellare notizie da Google?

La riforma Cartabia entrerà in vigore a fine del 2021 dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e della stesura dei vari decreti legislativi necessari. Sarà un cambiamento importante che vedrà il diritto di cronaca oscurato e modificato. Al tempo stesso questo permetterà di tutelare l’immagine di una persona e soprattutto delle persone più esposte pubblicamente.

Diritto all’Oblio Google: Linee Guida Europee per i Motori di Ricerca

Quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca quando vogliamo far valere il nostro diritto all’oblio? Scopriamo insieme in questo articolo. Si sente parlare moltissimo di diritto all’Oblio ma quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca? Come devono adoperarsi? E quali saranno i cambiamenti? L’European Data Protection Board si è espresso in merito al trattamento dei dati personali e al diritto all’oblio pubblicando le linee guida 5/2019 in una seconda versione e con un particolare riguardo agli adempimenti che devono seguire i vari motori di ricerca. In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza in merito a questo tema così da capire cosa ha decretato l’Unione Europea. 

Che cos’è il diritto all’oblio?

Il diritto all’Oblio è un diritto a cui può accedere ogni cittadino presente sul territorio europeo, riguarda in particolare i casi in cui su un sito web o una piattaforma oppure un’applicazione vi sono presenti immagini, contenuti, informazioni o dati che vadano a ledere non solo la reputazione di un individuo ma anche la sua privacy. Il diritto all’Oblio prevede perciò che ogni persona possa chiedere la deindicizzazione di tale contenuto dai motori di ricerca. Ciò vuol dire che il motore di ricerca non lo renderà più accessibile agli utenti dal momento che lo andrà ad oscurare. Questo perché non può andare ad agire direttamente non avendo gli strumenti necessari per farlo. Oscurarlo vuol dire deindicizzarlo e quindi non renderlo più visibile online, sarà come se non fosse mai esistito. 

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richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea

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Cosa prevedono le linee guida europee?

Le linee guida europee prevedono che ogni cittadino può chiedere ad un fornitore, quindi un motore di ricerca come Google, di poter rimuovere uno o più collegamenti online e questo diritto è sancito con l’art.17 del Regolamento Europeo. All’interno di queste linee guida troviamo i motivi per cui è possibile richiedere la deindicizzazione che sono:

  • Nel momento in cui i dati personali non sono più necessari alla finalità del trattamento da parte di un motore di ricerca.
  • Informazioni obsolete.
  • Tutela della propria privacy.
  • Qualora vengano a mancare le basi legali per il trattamento dei dati.
  • Notizie false o non più veritiere. 

Quando il motore di ricerca può non accettare la richiesta di deindicizzazione?

Ci sono casi in cui queste richieste non sono ammissibili, ecco quando perciò il motore di ricerca può non accogliere la richiesta:

  • Quando i dati sono necessari per esercitare il diritto all’espressione e all’informazione.
  • Quando sono necessari per il trattamento e l’adempimento di un obbligo legale che riguarda il soggetto.
  • Le informazioni sono di interesse pubblico, ricerca scientifica, storica o per scopi statistici. 

In tutti gli altri casi invece si procede alla deindicizzazione, si ricorda però che le notizie e i dati rimangono comunque online e potrebbero essere comunque visionati utilizzando altri termini di ricerca come previsto dal Regolamento Europeo.

Eliminare Informazioni Personali da siti di altri nelle ricerche Google

Come possiamo eliminare informazioni personali da siti di altre persone? Scopriamo come farlo. Ricorda che, se devi cancellare notizie dalle ricerche Google per il tuo nome, eliminare informazioni personali da Google, togliere notizie dal web e cancellare articoli di giornale dai risultati di ricerca personali di Google, Bing, Yahoo!, è sempre meglio contattare il Webmaster del sito web, fornendo le proprie argomentazioni per la richiesta.. Spesso capita di non riuscire a tutelare la nostra privacy al 100% ed è possibile imbatterci in nostri dati personali, immagini e altri contenuti che ci riguardano all’interno di un sito web non di nostra appartenenza. Nonostante sia una violazione della nostra privacy capita molto più spesso di quello che pensiamo, spesso i possessori di siti web si prendono il diritto di pubblicarli senza neanche chiederci niente e noi ci accorgiamo per caso che i nostri dati sono finiti nel web. Cosa possiamo fare noi? Abbiamo modo di poter eliminare i nostri dati personali? Scopriamo i vari metodi che abbiamo a disposizione.

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cancellare notizie da internet è possibile se gli articoli sono archiviati online? Come far rimuovere una notizia da Google se presente nell’archivio? Il diritto all’oblio fornisce a tutti la possibilità di poter richiedere la cancellazione di un’informazione, una notizia, un’immagine o dei dati personali che siano presenti su un sito web online. Questo perché ogni persona ha diritto a tutelare la propria privacy, i propri dati personali e la propria reputazione. Cosa avviene però quando si tratta di notizie che hanno una rilevanza storica e giornalistica? In questo caso il percorso è un po’ più complesso e ad esprimersi è stata la Cassazione Civile con ordinanza 7559/2020. Vediamo cosa ha dichiarato. Cancellazione delle notizie da un sito web Quando si tratta di informazioni di carattere storico e di cronaca non sempre è possibile rimuovere tali informazioni soprattutto se veritiere. Di fatti il diritto all’oblio sancisce che le notizie per essere rimosse debbano essere obsolete o non più veritiere o dimostratesi false, ad esempio una persona indagata ma poi assolta perché risultata innocente. Quando però si ha davanti il diritto di cronica le cose cambiano? In parte. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione Civile e dal Tribunale di Milano ogni persona può comunque far valere il proprio diritto all’oblio ed ottenere la deindicizzazione di una notizia dai motori di ricerca. È possibile infatti richiederne la rimozione ed ottenerla però non è possibile farla cancellare dagli archivi storici di un giornale. Secondo infatti la Cassazione Civili in questi casi bisogna trovare una soluzione che rispetti i diritti di entrambe le parti, da una parte troviamo la necessità di tutelare la propria persona dall’altra quella di tutelare i diritti del giornalismo. Quindi ha decretato che la soluzione migliore in questi casi è proprio quella di deindicizzare una notizia ma di non rimuoverla dall’archivio storico di un giornale. Cosa vuol dire deindicizzare? I motori di ricerca non hanno facoltà di poter eliminare direttamente una pagina web o una notizia quello che possono fare è deindicizzarla ossia oscurarla e renderla non visibile agli altri utenti. In questo modo sarà come se la notizia non fosse mai esistita e messa online, anche se in realtà permane all’interno del sito web. Gli unici che possono eliminare una notizia o una pagina web sono i proprietari del sito stesso quindi è a loro che ci deve rivolgere per una rimozione totale, ma molto spesso o ignorano la richiesta o è difficile reperirli.

https://servizilegaliweb.it/world-check-cose-e-come-cancellarsi-71164.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-siti-indesiderati-71168.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-come-fare-71184.html

https://servizilegaliweb.it/rimuovere-notizie-dal-web-71187.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-diritto-di-cronaca-71190.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-contenuti-personali-da-google-71195.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-notizie-da-google-71200.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-deindicizzazione-come-funziona-71203.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-articolo-diffamatorio-71206.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-notizie-su-internet-632.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-i-dati-personali-da-google-635.html

https://dirittoallobliointernet.com/cancellare-immagini-da-google-650.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-segnalare-immagini-non-appropriate-su-google-654.html

https://dirittoallobliointernet.com/garante-privacy-diritto-alloblio-658.html

https://dirittoallobliointernet.com/gdpr-privacy-661.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-una-pagina-da-google-664.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-contenuti-da-internet-668.html

https://dirittoallobliointernet.com/web-reputation-e-diritto-alloblio-su-google-672.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-dei-dati-dalle-banche-dati-del-casellario-giudiziale-677.html

https://gdpr.net/rimozione-di-informazioni-da-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-un-sito-web/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-privacy/

https://gdpr.net/segnalare-a-google-un-sito-scorretto/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-google-modulo/ 

https://gdpr.net/cancellare-risultati-ricerca-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-dati-personali-da-google/

https://gdpr.net/rimozione-url-obsoleti/

https://gdpr.net/cancellare-notizie-dal-web/

https://gdpr.net/cancellare-nome-da-google/ 

https://servizilegaliweb.it/come-togliere-un-video-da-youtube-70988.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-informazioni-da-google-70993.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-un-sito-web-71022.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-privacy-71026.html

https://servizilegaliweb.it/segnalare-a-google-un-sito-scorretto-71041.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-google-modulo-71045.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-risultati-ricerca-google-70959.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-dati-personali-da-google-71037.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-articoli-di-giornale-da-internet-262.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimuovere-link-da-google-265.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-il-proprio-nome-da-google-775.html

https://dirittoallobliointernet.com/deindicizzazione-privacy-787.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-togliere-un-video-da-youtube-322.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimozione-di-informazioni-da-google-304.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-un-sito-web-288.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-privacy-295.html

Contattare il possessore del sito web

Il primo passo da compiere è quello di contattare direttamente il sito web o il suo proprietario e chiedere l’immediata rimozione di tali contenuti che ci riguardano. Solitamente troviamo il modulo contatto su ogni sito web e possiamo utilizzarlo per metterci in contatto con lui, è possibile però che lo stesso ignori la nostra richiesta quindi i dati permangono e noi dobbiamo trovare un’altra soluzione.

Contattare i motori di ricerca per cancellare notizie 

Con l’art.17 del Regolamento Europeo si stabilisce il diritto all’oblio di ogni cittadino appartenente alla comunità europea. Questo diritto ci da la possibilità di eseguire richiesta direttamente al motore di ricerca, o ai motori di ricerca, per richiedere che quel determinato contenuto sia deindicizzato. Deindicizzare un contenuto non è come cancellarlo, di fatti non ne ha la possibilità il motore di ricerca ma ha la facoltà di oscurare un URL o una parola chiave o un contenuto online, cioè lo rende invisibile alle ricerche online su territorio europeo. Il motore di ricerca può approvare la richiesta o rifiutarla. Se la rifiuta possiamo rivolgerci direttamente al Garante della Privacy.

Rivolgiamoci all’Autorità Garante della privacy

Qualora nonostante abbiamo presentato la richiesta al motore di ricerca con apposito modulo online, esso decide di respingerla abbiamo la possibilità di eseguire reclamo. Il reclamo possiamo eseguirlo al Garante della Privacy che andrà a questo punto ad analizzare il caso e a trarre le sue considerazioni. Anche il garante può rifiutarsi di imporre una deindicizzazione nel caso in cui non vi siano i presupposti per accettare una segnalazione. Generalmente si rifiuta solamente quando si tratta di notizie veritiere e ancora in essere, l’argomento trattato o il contenuto sia di interesse pubblico.

https://gdpr.net/come-eliminare-notizie-dai-motori-di-ricerca/

https://gdpr.net/come-segnalare-un-video-su-youtube/

https://gdpr.net/rimuovere-risultati-ricerca-google/

https://gdpr.net/cose-il-diritto-alla-deindicizzazione/

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https://gdpr.net/come-cancellare-notizie-da-google/

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https://gdpr.net/cancellare-un-sito-web/

https://gdpr.net/cancellare-notizie-personali-da-internet-con-il-diritto-alloblio-su-google/

https://cyberlex.net/deindicizzazione-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimuovere-video-da-youtube/

https://cyberlex.net/cancella-una-notizia-da-google/

https://cyberlex.net/come-eliminare-url-da-google/

https://cyberlex.net/diritto-alloblio-e-notizie-obsolete-infondate-o-accusatorie/

https://cyberlex.net/diritto-allinformazione-come-bilanciarlo-con-il-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/modulo-google-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimozione-articoli-online/

https://cyberlex.net/cancellare-url-da-google/

https://cyberlex.net/come-eliminare-notizie-da-google/

CONTINUA A LEGGERE – APPROFONDIMENTO DALLA RASSEGNA STAMPA – OTTOBRE 2021 – LEGGE CARTABIA DIRITTO ALL’OBLIO

Legambiente, WWF e Greenpeace lanciano un appello al Governo: “No al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini”. La riforma della Giustizia Penale, promossa dal Ministro Cartabia, interpella le tre associazioni più in vista, impegnate sul fronte della salvaguardia ambientale del pianeta. Infatti, Legambiente, WWF e Greenpeace, a seguito dell’ok della Camera alla Riforma della Giustizia Penale, hanno rivolto un appello al Ministro Marta Cartabia e al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Temendo che la nuova legge possa attenuare la lotta per le illegalità che colpiscono l’ambiente, le tre associazioni si dicono contrarie “al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini, la buona economia e la sicurezza del nostro Paese”. Pertanto, continuano Legambiente, WWF e Greenpeace, “il Governo inserisca i delitti ambientali introdotti nel nostro Codice penale tra quelli di particolare gravità e complessità che richiedono tempi più lunghi per lo svolgimento delle indagini e dei processi”. All’interno della nota congiunta, le tre associazioni chiedono al Governo “di modificare il testo in discussione alla Camera per evitare che tutte le indagini e i processi già avviati, grazie a quelle norme votate da un’ampia maggioranza in Parlamento, vengano vergognosamente cancellate”. Infatti, proprio Il Ministero della Giustizia ha raccolto, elaborato e diffuso i dati che, annualmente, confluiscono all’interno del “Rapporto Ecomafia” di Legambiente, tenendo in considerazione l’arco temporale che va dal 2015 al 2020 indicano. Dai dati è emerso che sono 4.636 i procedimenti penali avviati dalle procure italiane, 623 quelli archiviati, 12.733 le persone denunciate e 3.989 le ordinanze di custodia cautelare decise. Qualora si decidesse di sopprimere i dibattimenti penali già avviati per i reati presenti già all’interno del Codice Penale, secondo quanto stabilito dalla legge numero 68 del 2015 e successivi cambiamenti, “l’Italia rischia di fare un clamoroso passo indietro nella tutela dell’ambiente”, annunciano preoccupate le tre associazioni. A tal proposito, è intervenuto anche Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che a La Stampa.it, ha spiegato: “Ci sono voluti ventuno anni, da quando pubblicammo il primo Rapporto Ecomafia, per vedere inseriti nel Codice penale i delitti contro l’ambiente, dall’inquinamento al disastro ambientale fino al traffico di rifiuti”. Grazie a questo intervento, evidenzia Fontana, “oggi sono possibili inchieste di grande importanza, come quelle sulle 150.000 tonnellate di fanghi contaminati sparsi sui terreni agricoli del Nord Italia o sulle devastazioni causate dalla pesca illegale dei datteri di mare. Ma anche i roghi della Sardegna, se dovesse emergere un’origine dolosa, hanno le dimensioni di un vero e proprio disastro ambientale. Sono tutti reati gravi che richiedono indagini complesse e tempi adeguati”. Alla luce della situazione attuale che investe l’Italia, Fontana incalza: “Chiediamo con forza al governo e alla maggioranza che lo sostiene, impegnata in queste ore a trovare un accordo sulla riforma della giustizia, di non cancellare di fatto una riforma di civiltà, negando la possibilità di fare giustizia in nome del popolo inquinato”. E aggiunge: “Ma non basta: è indispensabile rafforzare contemporaneamente le strutture tecnico scientifiche delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che affiancano forze dell’ordine e magistratura nel loro lavoro e sono ancora in attesa dei decreti attuativi della riforma fatta nel 2012, come quello per il personale di polizia giudiziaria”. Le associazioni affermano che “senza la modifica chiesta da Legambiente, WWF e Greenpeace al testo presentato dal Governo, la cosiddetta riforma Cartabia, verrà di fatto tradita qualsiasi speranza di ottenere giustizia in nome del popolo inquinato”. Inoltre, nella nota congiunta, Legambiente, WWF e Greenpeace fanno appello ai “risultati che testimoniano un impegno straordinario delle Forze dell’ordine a fronte di reati di particolare complessità dal punto di vista giuridico e degli accertamenti tecnico-scientifici necessari per accertare quanto è accaduto, a cui già oggi è difficile fare fronte senza un potenziamento delle strutture dello Stato, a cominciare dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, delegate al sistema dei controlli, come richiesto a gran voce ma finora invano”.

Per saperne di più sulle novità avanzate dalla Legge Cartabia dai un’occhiata alla rassegna stampa che segue:

https://www.laleggepertutti.it/512017_diritto-alloblio-cosa-cambia-con-la-riforma-cartabia

https://torino.corriere.it/politica/21_agosto_30/improcedibilita-punto-correggere-riforma-cartabia-985104b8-09b7-11ec-9dd3-3cdc96ff46f7.shtml

https://24plus.ilsole24ore.com/art/giustizia-prescrizione-riti-alternativi-6-punti-chiave-riforma-cartabia-AENU9jV

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Questo corso per imprenditori sta facendo la differenza sul web

Scopriamo insieme il corso Metapreneur di Davide Lombardi per tutte quelle persone che vogliono diventare imprenditori illuminati. 

Se sei capitato in questo articolo è perché sei sicuramente alla ricerca di informazioni sui corsi di crescita personale, sicuramente hai sentito parlare del Corso Metapreneur di Davide Lombardi e vuoi conoscerlo meglio. In questo articolo andiamo a parlarti proprio di questo corso pensato per persone speciali che da sempre sognano di diventare imprenditori, non imprenditori qualunque però ma imprenditori illuminati e c’è una importante e grandissima differenza. Andiamo perciò a scoprire insieme questo corso di crescita personale.

I percorsi di crescita personale

Negli ultimi anni sono molte le persone che si rivolgono ai corsi di crescita personale, questo perché si è capito che lavorare e guadagnare tanti soldi non è sufficiente per essere felice. Oggi vogliamo essere felici facendo un lavoro che ci stimola ogni giorno e vivendo la nostra vita al massimo. Tra i tanti corsi che possiamo incontrare uno che spicca in modo eccezionale è sicuramente il corso di Metapreneur di Davide Lombardi che punta a formare gli imprenditori di domani che non sono semplici imprenditori ma imprenditori illuminati.

Cosa sono gli imprenditori illuminati?

Gli imprenditori illuminati sono professionisti che sono riusciti a creare un team e un’azienda di successo senza attuare tecniche poco etiche e irrispettose nei confronti degli altri. Sono imprenditori che hanno capito che non basta fare carriera ma è necessario far brillare la luce che ognuno di noi ha dentro di sé. Sanno anche che non è sufficiente vendere un prodotto ma è necessario offrire ai propri clienti la sostanza. L’imprenditore illuminato è colui che attraverso l’amore e le leggi universali fa business in modo sano, etico e pulito sia verso sé stesso che verso gli altri. I soldi non sono in questo modo lo scopo finale da raggiungere ma una conseguenza del lavoro svolto. Non sei più tu a rincorrere il successo ma è lui a fluire da te.

Come si sviluppa il corso?

Il corso si sviluppa in 4 moduli differenti che ti permetteranno di capire chi sei e come creare la tua nuova realtà. Ti permetteranno di liberarti dei vecchi schemi mentali e ti impareranno a non bruciare la tua energia così da poter dare il giusto potere al tuo cervello. Ti insegneranno a diventare un creatore che davanti alle difficoltà non starà a guardare o a subirle ma riuscirà a creare delle soluzioni creative ridisegnando una nuova realtà. Ti insegneranno ad applicare l’hyperfocus per raggiungere ogni tuo obiettivo imparando a prendere decisioni senza essere condizionato da emozioni e difficoltà. Inoltre ti insegneranno ad attrarre le persone giuste per te e a creare le giuste opportunità così da aumentare la tua aurea riducendo e superando tutto lo stress che ogni sfida ti apporterà permettendoti di allontanarti da tutte quelle persone che ogni giorno ti succhiano energia per arrivare ad avere non solo un business di successo ma anche un ottimo livello mentale.

Per saperne di più: