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Lo studioso Levy e la disciplina particolare della litis contestatio, le osservazioni di Guido Delle Piane, Claudio Teseo e Bruno Mafrici

Come ricorda Bruno Mafrici, tra gli studiosi che si sono occupati della questione, spicca in particolare il Levy che affronta appunto la situazione  sussistente  nel caso la litis contestatio, conclusa riguardo ad un’azione o ad una persona, non precludesse un secondo processo inerente un’altra azione o persona.

Tale situazione, spiega l’autore, si configurava per difetto di “eadem  res” e creava una sorta di ingiustizia; così la giurisprudenza, spesso guidata da espedienti pretori,

cercò una soluzione volta ad evitarla.

E’ dunque, come osserva lo stesso Bruno Mafrici, in questo contesto, che va letta la ” consumazione giudiziale ” cioè, la consumazione dell’azione grazie ad alcuni mezzi utilizzabili dal giudice.

Il pensiero di Claudio Teseo e Guido Delle Piane

Al riguardo, osserva con molta arguzia Claudio Teseo, lo studioso tedesco distingue varie ipotesi: il concorso di azioni in senso stretto (ovvero più azioni diverse fra i medesimi soggetti); il concorso passivo di persone (più azioni uguali o diverse, inerenti la stessa situazione, contro più soggetti passivi); il concorso attivo di persone.

Quest’ultimo caso concerne l’esperibilità della stessa azione, da parte di più persone, contro un unico soggetto; ed è proprio qui che il Levy riconosce l’uso di una cautio che l’attore era costretto a rilasciare al Levy: “Nachtrage zur Konkurrenz der Aktionen und Personem “, Weimar (1962) “Die konkurrenz” (1922). Convenuto (al fine di ottenerne la condanna), con cui si impegnava a difenderlo o ad indennizzarlo, di quanto avesse dovuto pagare ad altri eventuali attori.

Levy, come chiarito anche da Guido Delle Piane, sostiene, inoltre, che talvolta il giudice poteva impedire il cumulo, anche limitando la condanna alla quota da attribuire ad ogni  attore, oppure rifiutando la pronuncia di una sentenza favorevole all’attore, negli eventuali giudizi futuri.

Dell’esistenza di queste ultime due possibilità sembra, però, dubitare il

Pugliese che resta perplesso sia per la genuinità dei riferimenti, sia per la possibilità 

che la rivendica della stessa cosa, da parte di più soggetti,  sia necessariamente 

un caso di concorso di azioni. 

Una osservazione fondamentale a cura di Claudio Teseo

Ma qui, è interessante evidenziare, soprattutto, che i primi due casi esposti e cioè, l’impegno a difendere o ad indennizzare, sembrano richiamare in modo esplicito, tanto la cautio defensionis, quanto la cautio indemnitatis.

In effetti, le due cauzioni sono molto simili e, non sempre, è agevole cogliere di quale si tratti; come accade nel seguente passo: D. 5,3,57 (Nerat. l. 7 membranarum): “Cum idem eandem hereditatem adversus duos defendit et secundum alterum ex his iudicatum est, quaeri solet, utrum perinde ei hereditatem restitui oporteat, atque oporteret, si adversus alium defensa non esset : ut scilicet si mox et secundum alium fuerit iudicatum, absolvitur is cum quo actum est, quia neque possideat neque dolo malo fecerit,  quo minus possideret quod iudicio revictus restituerit: an quia possit et secundum alium iudicari, non a/iter restituere debeat quam si cautum ei fuerit, quod adversus alium eandem hereditatem defendit. Sed melius est officio iudicis cautione vel satisdatione vieto mederi, cum et res salva sit ei, qui in executione tardior venit, adversus priorem victorem “. Questo testo non sembra, di per sé, in grado di illuminare con certezza sulla natura della cautio; se cioè si alluda ad una cautio defensionis, ovvero ad una cautio indemnitatis. Elementi a favore della prima operano, però, grazie ad un’annotazione dei Basilici (42, 1,57), che riproduce il passo, menzionando espressamente la cautio defensionis. Di fatto, entrambe le suddette cauzioni sono volte a scansare un danno patrimoniale ulteriore, in capo alla controparte del promittente: la cautio indemnitatis cercando di evitare una diminuzione patrimoniale, dovuta ad eventi in qualche modo connessi al giudizio svoltosi , la cautio defensionis, impedendo una seconda condanna. Ma ciò, sostiene la Giomaro non significa che, in alcuni casi, non si  potesse ricorrere all’una, come all’altra e cita ad esempio, il caso del coerede che gravato dall’obbligo di pagare il debito  ereditario, può promettere agli altri coeredi, tanto l’indemnitas,  quanto, nel caso fossero convenuti in giudizio, la defensio.

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Crypto News on Daniele Marinelli’s blog

The cryptocurrency world is constantly evolving. Let’s read and publish these interesting updates about the crypto world at the beginning of 2022, shared by Daniele Marinelli.

Google Pay will accept payments in Bitcoins: latest news

It has been imagined for some time now that, sooner or later, even Google would succumb to the allure of cryptocurrency. After Elon Musk and Jack Dorsey, even Google opens to crypto-payments through the Google Pay platform, although volatility continues to scare along with other problems related to its use. This is one of the most important financial innovations of 2022, as Arnold Goldberg’s arrival in Alphabeth’s holding company will mark the beginning of a major change in Google Pay. It will be possible to link credit cards that refer to accounts in cryptocurrencies. All thanks to a partnership struck by Big Tech with some of the most important players in the sector such as Coinbase, BitPay and Gemini. A move that, according to many, was inevitable. 

Twitter introduces NFTs for profile pictures

Like many other tech giants, Twitter is also making strides in the world of Ethereum (ETH) and non-fungible tokens (NFTs). In fact, Twitter is moving to allow some of its users to use verified NFTs as their profile images, starting with the Twitter app for iOS. According to an official tweet, in fact, only Apple iPhone users will be able to enjoy this new hexagon-shaped profile picture, which signals a “verified” profile and can be “viewed on all platforms.” However, this is not just a cosmetic move, but much more. Also in its official tweet, Twitter explained that Setting up an NFT profile picture allows other users to associate your Twitter account with the public address of your linked cryptocurrency wallet. Quoting the company’s words, it stated how such Twitter accounts “will be associated with your current and historical crypto wallet transactions and holdings, including all other NFTs in that wallet, because this information is all available on the public blockchain“.

Daniele Marinelli: Google is expanding its business hiring more and more blockchain experts

After a determined campaign in retail and other industries, Alphabet’s Google Cloud division is building a team to win blockchain business. Following efforts to develop in retail, health care, and other industries, Google’s cloud division has launched a group to build a business around blockchain applications. Success might help Google diversify its revenue streams away from advertising and into the booming market for computing and storage services provided by third-party data centers. Dapper Labs, Hedera, and Theta Labs are among Google Cloud’s blockchain customers. Moreover, Google Cloud may allow cryptocurrency payments in the future. By running huge facilities that offer computing services to millions of clients, Amazon, Google, and other cloud-computing providers now reflect a sort of centralization.

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That isn’t going to stop Google from attempting to profit from a situation. According to Richard Widmann, head of the strategy for digital assets at Google’s cloud unit, the cloud company plans to hire a spate of experts with blockchain experience. Google’s cloud marketplace already has blockchain customers such as Dapper Labs, Hedera, and Theta Labs, as well as exchanges, and it provides tools for developers to start developing blockchain networks. Google also provides data sets that individuals may use to view transaction history for bitcoin and other currencies using the BigQuery service.

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Fare buon trading online, recensioni con Compendium Value

Fare trading online significa vendere e acquistare titoli finanziari dal proprio computer. L’obiettivo, infatti, è di guadagnare sulla differenza di prezzo tra acquisto e vendita. Si tratta, chiaramente, di un’attività rischiosa, che richiede molto studio e altrettanta pratica. Interpretare i mercati, infatti, non è così semplice come può sembrare di primo acchito, ed è facile perdere soldi. Buttarsi a capofitto sui mercati, senza la minima esperienza e competenza può essere fatale.

Trading online, cos’è

Il trading online consiste nella compravendita di strumenti finanziari via Internet per speculare sulla variazione dei prezzi e ottenere così un profitto. Le negoziazioni avvengono tramite pc o smartphone, attraverso le piattaforme di trading, che offrono l’accesso ai mercati. Tali piattaforme sono gestite da intermediari, detti broker, che eseguono materialmente le operazioni, dietro una commissione. I broker possono essere società specializzate nel trading online, banche oppure Sim.

Fare trading, come già detto, è un’attività rischiosa, poiché i mercati finanziari sono altamente volatili. Circa il 75% delle persone che fa trading, infatti, perde denaro. La causa è la mancanza di una preparazione sufficiente. Una lacuna che viene spesso sfruttata da chi architetta truffe di trading online. 

Trading e truffe, l’allarme del Codacons

Numerosi consumatori hanno segnalato al Codacons di essere stati contattati da società di trading online, che promettevano soldi facili, con il minimo sforzo. Queste società, spesso con sedi estere, contattano i clienti tramite call center con numeri italiani promettendo guadagni stellari, a fronte di investimenti ingenti. Quando però si tenta di recuperare i soldi, la società scompare senza lasciare traccia.

Ma cosa fare nel caso si cada vittima di una truffa di trading online? Come suggerisce il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli, la prima cosa da fare è inviare una segnalazione a Consob sul comportamento illecito del broker. In questo modo l’autorità vigilante dei mercati finanziari italiana eseguirà dei controlli sulle autorizzazioni del broker e sulla sua condotta. È possibile depositare anche una denuncia alle autorità, rivolgendosi a un commissariato di Polizia o alla Polizia Postale. Per cercare di recuperare i soldi infine, può essere utile affidarsi a un avvocato esperto in truffe di trading online. La regola più importante però, è essere cauti e diffidare da chi promette facili guadagni. Fare trading è un’attività impegnativa e prima di investire i propri risparmi, è importante studiare molto e praticare altrettanto, anche con i conti demo, solitamente offerti da tutte le piattaforme serie.

Questo corso per imprenditori sta facendo la differenza sul web

Scopriamo insieme il corso Metapreneur di Davide Lombardi per tutte quelle persone che vogliono diventare imprenditori illuminati. 

Se sei capitato in questo articolo è perché sei sicuramente alla ricerca di informazioni sui corsi di crescita personale, sicuramente hai sentito parlare del Corso Metapreneur di Davide Lombardi e vuoi conoscerlo meglio. In questo articolo andiamo a parlarti proprio di questo corso pensato per persone speciali che da sempre sognano di diventare imprenditori, non imprenditori qualunque però ma imprenditori illuminati e c’è una importante e grandissima differenza. Andiamo perciò a scoprire insieme questo corso di crescita personale.

I percorsi di crescita personale

Negli ultimi anni sono molte le persone che si rivolgono ai corsi di crescita personale, questo perché si è capito che lavorare e guadagnare tanti soldi non è sufficiente per essere felice. Oggi vogliamo essere felici facendo un lavoro che ci stimola ogni giorno e vivendo la nostra vita al massimo. Tra i tanti corsi che possiamo incontrare uno che spicca in modo eccezionale è sicuramente il corso di Metapreneur di Davide Lombardi che punta a formare gli imprenditori di domani che non sono semplici imprenditori ma imprenditori illuminati.

Cosa sono gli imprenditori illuminati?

Gli imprenditori illuminati sono professionisti che sono riusciti a creare un team e un’azienda di successo senza attuare tecniche poco etiche e irrispettose nei confronti degli altri. Sono imprenditori che hanno capito che non basta fare carriera ma è necessario far brillare la luce che ognuno di noi ha dentro di sé. Sanno anche che non è sufficiente vendere un prodotto ma è necessario offrire ai propri clienti la sostanza. L’imprenditore illuminato è colui che attraverso l’amore e le leggi universali fa business in modo sano, etico e pulito sia verso sé stesso che verso gli altri. I soldi non sono in questo modo lo scopo finale da raggiungere ma una conseguenza del lavoro svolto. Non sei più tu a rincorrere il successo ma è lui a fluire da te.

Come si sviluppa il corso?

Il corso si sviluppa in 4 moduli differenti che ti permetteranno di capire chi sei e come creare la tua nuova realtà. Ti permetteranno di liberarti dei vecchi schemi mentali e ti impareranno a non bruciare la tua energia così da poter dare il giusto potere al tuo cervello. Ti insegneranno a diventare un creatore che davanti alle difficoltà non starà a guardare o a subirle ma riuscirà a creare delle soluzioni creative ridisegnando una nuova realtà. Ti insegneranno ad applicare l’hyperfocus per raggiungere ogni tuo obiettivo imparando a prendere decisioni senza essere condizionato da emozioni e difficoltà. Inoltre ti insegneranno ad attrarre le persone giuste per te e a creare le giuste opportunità così da aumentare la tua aurea riducendo e superando tutto lo stress che ogni sfida ti apporterà permettendoti di allontanarti da tutte quelle persone che ogni giorno ti succhiano energia per arrivare ad avere non solo un business di successo ma anche un ottimo livello mentale.

Per saperne di più:

Compendium Value opinioni sull’Europa e mercato immobiliare, le tendenze degli affitti in cinque grandi città

Il diffondersi ed il protrarsi del COVID – 19 ha avuto un’influenza importante anche sul mercato immobiliare di tipo residenziale, in modo particolare sul segmento del mercato degli affitti. A tal proposito, l’analisi portata avanti dal Centro Studi di Abitare Co., ed elaborata dagli esperti di Compendium Value, si e’ basata su un sondaggio all’interno dei mercati immobiliari di 5 delle più grandi ed apprezzate città d’Europa (Milano, Berlino, Barcellona, Londra e Parigi), studiandone i canoni di affitto. Lo studio ha coinvolto queste cinque realtà, perché considerate, negli ultimi anni, i centri in grado di attirare maggiormente le attenzioni degli gli investitori pubblici e privati. Attraverso un confronto tra i canoni corrisposti alla fine del 2019 con quelli pagati alla fine dell’anno successivo a Milano, Berlino, Barcellona, Londra e Parigi, l’analisi effettuata da Compendium Value Limited, ha messo in luce che solo Berlino ha conservato un trend positivo, seppur appena accennato. Infatti, nel capoluogo tedesco, si è registrato un incremento medio dell’1,2% e un affitto di 138 euro al metro quadrato all’anno. Le altre città, invece, hanno fatto rilevare una tendenza al ribasso. La città che ha avuto la peggio è stata Barcellona, che ha evidenziato un decremento del -8,7% e un canone medio all’anno di 177 euro al metro quadrato; al secondo posto, Milano con un -4,5% e un canone medio di 221 euro metro quadrato per anno. Londra, con una decrescita del -3,7%, e Parigi, con una decrescita del -2,6%, sono le città che hanno i prezzi più alti, il cui canone medio per anno è pari, rispettivamente, a 310 euro al metro quadrato e a 409 euro al metro quadrato. Al fine di comprendere al meglio la situazione studiata in quest’analisi, è sufficiente effettuare un paragone con quanto accadeva prima dell’emergenza sanitaria. Infatti, nelle 5 città europee al centro di questo studio, nella fase pre – COVID, il settore dell’immobiliare era vivo ed attivo, grazie alla crescita dei canoni di affitto dei più dell’8% rispetto all’anno prima. Scendendo nei particolari delle singole realtà, gli affitti a Milano avevano conosciuto un incremento dell’11,4%, a Parigi del +8,9%, a Londra del +5,4%, a Barcellona del +9,8% e a Berlino del +6,3%. A tal proposito, Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi di Abitare Co., ha affermato: “I lockdown applicati, anche con criteri disomogenei, nei vari Paesi della Ue, hanno influito negativamente sui mercati immobiliari locali facendo di fatto crollare la domanda degli affitti, soprattutto estera, che si basava molto su lavoro e turismo”. Evidenziando come il decremento più importante abbia riguardato il comparto degli affitti a breve termine, Ghisolfi ha puntualizzato che le cause di questo trend sono principalmente da rintracciare nella “fuga degli studenti universitari tornati nelle loro città di residenza” e nell’“interruzione dei trasferimenti lavorativi di manager e professionisti, sostituiti dalle attività in smart working”. Pertanto, ha continuato Ghisolfi, “oltre ai fattori innescati dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni e chiusure imposte dai governi locali, si è acuito nell’investitore il timore di doversi rapportare con un inquilino meno solido finanziariamente e dalle capacità ridotte nel poter o meno sostenere il costo dell’affitto della propria abitazione”. Analizzando, invece, la questione – affitti città per città, emergono trend diversi e situazioni differenti tra il periodo pre e post – COVID. Per quanto riguarda Berlino, l’analisi degli affitti 2020 va studiata facendo una differenza tra immobili nuovi e vecchi. La motivazione profonda va ricercata nel “Mietendeckel”, il cosiddetto “limite di affitto”, valido per le abitazioni edificate in un periodo precedente al 2014. Queste abitazioni, infatti, non possono più subire un incremento nella tariffa del canone di affitto. Nel primo caso gli affitti hanno fatto registrare un incremento del 6,6%, nel secondo caso, invece, un decremento medio del -5,2%.